SE CROLLA ANCHE IL TURISMO, NON CI RESTA CHE PIANGERE

di GIORGIO CALABRESI

Italia, paese del turismo. E invece anche turismo e’ un malato grave e se non si vuole che pure questo settore sprofondi nel pantano e’ necessario che il Governo pensi a misure forti per sostenerlo e rilanciarlo, a partire da incentivi fiscali sul fronte edilizio ed occupazionale. L’allarme (e la richiesta di interventi), arrivano dal presidente di Federalberghi, Bernabo’ Bocca (nella foto), l’imprenditore che e’ anche presidente di Confturismo-Confcommercio. Nei mesi estivi le tariffe degli alberghi scenderanno mediamente del 6% – rende noto Federalberghi – preoccupata per il calo, di quasi 5% percentuali, tra gennaio e maggio, di turisti italiani che, falcidiati dalla crisi economica, hanno tagliato i propri consumi turistici in modo trasversale, senza distinzione di ceto sociale o livello reddituale. Tengono bene invece i turisti stranieri (+5,1%) ma, fa notare il presidente degli albergatori, l’incremento riguarda essenzialmente le aree delle città d’arte e dello shopping, penalizzando, al momento, le località marine e montane, e comunque con evidenti tagli della capacità di spesa della componente d’oltreconfine.

La situazione e’ insomma tutt’altro che rosea e a tutto questo si e’ aggiunta la psicosi legata al terremoto, che ha gia’ causato cancellazioni in tutto il centro nord e che rischia di penalizzare mezza Italia con disdette a valanga soprattutto da parte dei viaggiatori che arrivano da Paesi lontani. Non a caso Bocca, pur ringraziando la presidenza del Consiglio dei ministri, il ministro del Turismo Gnudi, il titolare del dicastero degli Esteri e l’Enit per le iniziative di rilancio dell’area, chiede un intervento persole a Monti ”per rassicurare non solo gli italiani ma il mondo intero sulla fruibilità delle strutture ricettive e del patrimonio culturale”.

La crisi del settore alberghiero comporta, ovviamente, anche un calo dell’occupazione nel settore. Nei primi 5 mesi del 2012, certifica Federalberghi, diminuiscono complessivamente del -2,6% i lavoratori in hotel rispetto agli stessi primi cinque mesi del 2011, con una flessione del 2,2% per i lavoratori a tempo indeterminato ed un parallelo decremento del 3,1% per i lavoratori a tempo determinato. Ad andare bene, invece, sono le prenotazioni alberghiere on line: a sostenerlo è Elisabetta Giulietti, direttore commerciale Italia di Hrs.com, portale che si occupa di prenotazioni alberghiere. “Sempre più italiani, condizionati dal netto calo dei consumi imposto dalla crisi – spiega Giulietti – si affidano alla prenotazione online per accedere ad un più ricco ventaglio di offerte. Modalità di prenotazione flessibili e senza intermediari, infatti, garantiscono tempi brevi e maggiori risparmi rispetto alle formule piùtradizionali”.

E mentre Federconsumatori ed Adusbef chiedono a Governo ed imprese del settore di avviare grandi promozioni, offerte ed incentivi per incrementare le presenze e per permettere alle famiglie di godere di qualche giorno di vacanza, da uno studio effettuato da un’ azienda di servizi per il turismo emerge come la fascia media della popolazione italiana, che rappresentava la parte più consistente della clientela turistica, si è ridotta in modo considerevole, sia come numero che come capacità di spesa. Questa fascia e’ pero’ anche quella – secondo questa ricerca – che non è disposta a rinunciare alla vacanza, che aveva oramai acquisito come esigenza quasi primaria e come status sociale, ma che non ha più il budget sufficiente a soddisfare le proprie aspettative. Questo comporta una spasmodica ricerca del miglior rapporto qualità/prezzo, una richiesta infinita di preventivi e di sconti, fino a trovare la struttura che offra servizi accessibili al proprio budget. Dallo studio emerge infatti un incremento del 30% delle ricerche, con una media di 5 preventivi, per famiglia con bimbi fino a 11 anni e un incremento del 50% delle ricerche, con una media di 7 preventivi, per famiglia con ragazzi tra i 12 e i 16 anni.

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