di Monica Rizzi – So che può sembrare incredibile ma paradossale ma poco tempo fa il direttore sanitario di un importante canile lombardo, tempo fa mi aveva spiegato che nonostante le telecamere, non si poteva fare nulla contro gli irresponsabili che portavano animali per liberarsene, adulti, anziani, malati o cuccioli, davanti al cancello di un rifugio.

Oggi, finalmente, la musica è cambiata. E’ arrivata una importante sentenza della Cassazione che fa giurisprudenza su una vicenda che aveva visto un uomo a processo per aver abbandonato una intera cucciolata davanti ai cancelli di un canile.

Non ci sono più alibi per i magistrati: è abbandono anche quando gli animali vengono portati in un luogo considerato sicuro. Non ci sono più maglie larghe per la legge. E’ abbandono, a tutti gli effetti. Di più. Non è detto che la struttura possa prendersene cura, quindi il reato di abbandono è fuori discussione.

La Cassazione lo ha stabilito con la sentenza n. 49471/2022. Il tribunale aveva condannato l’imputato perché responsabile del reato di abbandono di animali di cui all’art. 727 c.p.
L’uomo aveva fatto ricorso, poiché i cani erano stati lasciati in un luogo deputato a prendersene cura. Fino ad oggi era la scappatoia consentita dalla legge. Finalmente i magistrati hanno affermato che si tratta di comportamenti illegittimi.

Il reato si configura anche quando la condotta viene a realizzarsi di fronte a un canile perché un cucciolo di cane è comunque bisognoso di affetto e cure e quando è lasciato da solo viene a trovarsi in una condizione in grado di metterne a repentaglio la sopravvivenza.

Infine, tecnicamente, ci sono la coscienza e la volontà della condotta di abbandono, che per di più rivela l’indifferenza di chi convive con gli animali, nei loro confronti.