Scuole non sono tra i primi tre vettori di contagio. Ma le chiudono lo stesso. Rizzi: contagio sale nonostante tutto, ci spieghino…

di Monica Rizzi – “Le scuole non rappresentano i primi tre contesti di trasmissione in Italia, che sono nell’ordine il contesto familiare/domiciliare, sanitario assistenziale e lavorativo”. E’ quanto si legge nel report Iss dal titolo ‘Apertura delle scuole e andamento dei casi confermati di SARS-CoV-2: la situazione in Italia.

Eppure le superiori restano chiuse in Friuli e Veneto fino al 31 gennaio e le altre regioni a macchia di leopardo aprono con didattica a distanza.

Chi ha torto e chi ha ragione? Poi fateci caso. L’indice di contagio continua a salire eppure i ristoranti sono chiusi, i centri commerciali il fine settimana sono aperti solo per i beni di prima necessità. I teatri sono chiusi, i cinema, le palestre sono chiusi. Eppure l’indice di contagio sale. Le piste da sci pure sono interdette, chiusi sono gli alberghi. Come si spiega allora la corsa del virus? Attendiamo risposte.

Monica Rizzi – Segretario organizzativo federale Grande Nord

 

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