Scuola, l’impossibità ormai di insegnare ad una classe intera. Si sfornano asini

Studenti-immigratidi SERGIO BIANCHINI – Il ministero della Pubblica istruzione, nel tentativo di mettere mano e  alle vicende scolastiche e non solo a quelle sindacali del personale sta ponendo problemi antichi e si trova difronte gli antichi dogmi.

-Tutti insieme sempre- dice qualcuno, -ognuno per sè- dice qualcun altro.
Da anni propongo un mix semplice ed efficace e cioè la drastica riduzione del lavoro A CLASSE INTERA e l’introduzione massiccia del lavoro mirato e opzionale.
In questo modo, secondo un modello che ho già esposto, i docenti non dovrebbero subire l’ennesima rivoluzione lessicale ed il caos organizzativo. Rimarrebbero i tradizionali gruppi classe e le tradizionali lezioni frontali ma molto ridotte di peso ed allo stesso tempo tutti i docenti dovrebbero e potrebbero senza angosce cimentarsi con il lavoro mirato che darebbe finalmente accesso veritiero e non ideologico al tema dello sviluppo ineguale dell’essere umano e dell’apprendimento.
Il lavoro mirato non è semplicemente la creazione di gruppi omogenei nel livello cognitivo di una materia. E’ la necessità di interagire con livelli diversissimi( anche a parità del cognitivo) della motivazione, della memoria, della capacità di concentrazione, e di tanti altri fattori emotivi, mentali e relazionali legati alla storia del singolo alunno, della sua costituzione biologica, della sua famiglia, della sua salute ecc.
Fatto massicciamente per alcuni anni il lavoro mirato su piccoli gruppi o piccolissimi ed anche 1 a 1 creerebbe un corpo docente esperto e capace di gestire sia le dinamiche a classe intera che quelle personalizzate creando nelle scuole un clima con la giusta tensione formativa e gli opportuni ammortizzatori procedurali.
Il ministero sta aprendo spazi per chi voglia seguire questo semplice modello che io ho elaborato da solo negli anni del dominio del tempopienismo livellatore. Non c’è però ancora la capacità di superare i due estremi e si passa dal TUTTI SEMPRE INSIEME  all’opposto ingestibile dell’ OGNUNO E’ UN MONDO A SE’. Ognuna delle due tesi è di fatto paralizzante e come sempre il ministero non si assume l’onere della guida concreta del processo con tutte le mediazioni e le cure necessarie. Si lanciano nello stagno le pietre e lo stagno dovrebbe assorbirle e farle fiorire. Ma non può avvenire, non è mai avvenuto negli ultimi 50 anni e non avverrà.
Mi sembra che il mio schema risolva la questione , almeno per 20 anni, poi si vedrà.
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