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Scuola, la Lega cancella il reclutamento regionale dei docenti

di ROBERTO BERNARDELLI – Questa è una notizia che finirà e resterà sui giornali piemontesi ma avendo avuto l’opportunità di intercettarla, la facciamo nostra, perché emblematica di un cambio di pelle. In consiglio regionale, la Lega ha fatto un passo indietro sul reclutamento regionale degli insegnanti, storica battaglia di sempre. Ma non più di ora. Si legge infatti sulle agenzie che la convergenza del Pd sulla richiesta del centrodestra è stata resa possibile da un passo indietro della Lega che, su pressing del governatore azzurro Cirio, ha accettato lo stralcio dal testo della parte sulla scuola che prevedeva il reclutamento degli insegnanti su base regionale.
Figuriamoci come concederà la Meloni l’autonomia all’amico Salvini, vero? Ma può ad un partito in ogni caso sovvranista interessare ancora l’autonomia scolastica? Che domande…
L’intesa e il voto trasversale, e’ stato sottolineato nel dibattito in aula, rafforza la posizione del Piemonte nella trattativa che si aprira’ con Roma. Togliendo il cuore del provvedimento, che è la scuola, la cui autonomia è già sancita in Costituzione. Ma che bravi! Infatti ha vinto Fratelli d’Italia. Una sponda verso questa soluzione era arrivata già nei giorni scorsi da un esponente del centrodestra, il capogruppo Fdi Maurizio Marrone, che in aula ha ribadito come per il suo partito “certe competenze sia meglio lasciarle allo Stato”. Nel testo finale quindi la Regione Piemonte non chiedera’ piu’ di reclutare direttamente il corpo docente, limitandosi a fissare gli obiettivi sul numero di insegnanti necessario per ogni anno scolastico.
Una conquista.
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3 Comments

  1. Ma dove vanno a finire le tanto desiderate Autonomie Regionali che perfino dalla costituzione italiana sarebbero sancite? Meno male che sono veneta e posso aspirare non all’autonomia, ma all’Indipendenza!

  2. Molto bene, così avremo studenti che parleranno come la signora Meloni di Fardelli d’Italia: il sabato diventerà sabbato, palazzo Chigi diventerà Palazzo Chiggi e così di seguito. Pagliacci tricoloruti.

  3. Il futuro si costruisce partendo dal concetto che chi governa deve essere il più vicino ai cittadini e ai vari territori. l’autonomia o è completa almeno al 90% o on serve a niente.
    La scuola non può reggersi se continuerà ad essere sgovernata da roma con ministri che talvolta non ne sanno un tubo della stessa.
    La scuola non può essere efficiente se una siciliana viene a fare la maestra o la professoressa nel Veneto.
    La Repubblica ha negato a tutti di poter conoscere le proprie origini vere la propria storia regionale etc..etc.. e quindi che cosa ne sa la siciliana di noi Veneti. Il concetto è valido anche all’inverso naturalmente. E’ solo un esempio. Io amo la Sicilia ed i siciliani, mentre odio profondamente i politici siciliani di ieri, di oggi e forse anche di domani. Incapaci, inefficienti e sepolcri imbiancati.
    Dunque questo continuo mettere i bastoni tra le ruote di roma ( tassativamente scritto minuscolo) che impedisce autorità, competenza, conoscenza, autonomia e risorse necessarie ad insegnanti locali, nati sul territorio è incomprensibile se non dal punto di vista ” razzista” all’italiana.
    L’italia se lo sarà ancora tra 5-8 anni lo si dovrà al fatto che avremo cambiato quasi radicalmente la costituzione, vera palla al piede di questo paese, ivi compresi i politici che non capiscono una mazza della vita reale dei cittadini. L’Italia costituita in una federazione regionale su basi federali e se proprio vogliamo ancora roma come capitale avrà a disposizione solo poche materie e pochi ministeri. PUNTO !!!!!!!
    WSM

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