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Scuola, la Lega cancella il reclutamento regionale dei docenti

di ROBERTO BERNARDELLI – Questa è una notizia che finirà e resterà sui giornali piemontesi ma avendo avuto l’opportunità di intercettarla, la facciamo nostra, perché emblematica di un cambio di pelle. In consiglio regionale, la Lega ha fatto un passo indietro sul reclutamento regionale degli insegnanti, storica battaglia di sempre. Ma non più di ora. Si legge infatti sulle agenzie che la convergenza del Pd sulla richiesta del centrodestra è stata resa possibile da un passo indietro della Lega che, su pressing del governatore azzurro Cirio, ha accettato lo stralcio dal testo della parte sulla scuola che prevedeva il reclutamento degli insegnanti su base regionale.
Figuriamoci come concederà la Meloni l’autonomia all’amico Salvini, vero? Ma può ad un partito in ogni caso sovvranista interessare ancora l’autonomia scolastica? Che domande…
L’intesa e il voto trasversale, e’ stato sottolineato nel dibattito in aula, rafforza la posizione del Piemonte nella trattativa che si aprira’ con Roma. Togliendo il cuore del provvedimento, che è la scuola, la cui autonomia è già sancita in Costituzione. Ma che bravi! Infatti ha vinto Fratelli d’Italia. Una sponda verso questa soluzione era arrivata già nei giorni scorsi da un esponente del centrodestra, il capogruppo Fdi Maurizio Marrone, che in aula ha ribadito come per il suo partito “certe competenze sia meglio lasciarle allo Stato”. Nel testo finale quindi la Regione Piemonte non chiedera’ piu’ di reclutare direttamente il corpo docente, limitandosi a fissare gli obiettivi sul numero di insegnanti necessario per ogni anno scolastico.
Una conquista.
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