Scozia, il NO prevale. Non basta Glascow…

di REDAZIONEkeep_scotland_british_vote_no-300x300

La Bbc, che dalla chiusura dei seggi continua a seguire in diretta lo spoglio, si è comunque lanciata in una previsione che dà la sconfitta degli indipendentisti. L’affluenza comunque è stata record e ha superato in alcune zone il 90 %. Poi, appena superate le 7 del mattino, è la Bbc ha sancire che il No ha vinto. Il Regno Unito resta Unito anche se niente è più come prima.

 Secondo i calcoli della Bbc, realizzati sulla base dei voti dichiarati fino a questo momento dalle autorità scozzesi e anche sulle previsioni di voto delle circoscrizioni non ancora scrutinate, il fronte del ‘no’ all’indipendenza vincerà con il 55% dei voti contro il 45% degli indipendentisti. In sostanza il margine di vittoria sarebbe di tre punti maggiore di quello anticipato dagli ultimi sondaggi. 

Dopo lo spoglio di Glasgow, e Aberdeen, prima e terza città scozzese, il fronte degli indipendentisti in prima mattinata era in minoranza, fermo al 46% con 1.102.788 voti validi, contro 1.305.388 voti (54%) per chi ha votato “No” all’indipendenza. A Glascow, un tempo roccaforte laburista, è maturato in questi mesi proprio sulle delusioni per il Labour Patry, il terreno di cultura per le istanze indipendentiste. Gli indipendentisti infatti a Glascow hanno ottenuto il 53% dei voti. Ma evidentemente non è bastato.

Agli unionisti che non vogliono porre fine al Regno Unito mancano circa 517mila voti per potersi dire al sicuro. Verso le 4 del mattino (le 5 in Italia) la differenza fra le due parti in gara era di soli 6mila voti. Grande successo per gli unionisti dalle isole Orcadi e Shetland, dove il “No” all’indipendenza ha prevalso rispettivamente con il 68% e il 64% dei voti. La prima circoscrizione scrutinata, prima delle due del mattino, era stata quella della contea di Clackmannanshire, dove gli unionisti erano risultati primi al 53,8%. 

Anche Aberdeen, la capitale scozzese del petrolio, ha rigettato l’idea dell’indipendenza, votando per il ‘No’ e accogliendo l’appello delle aziende energetiche che nei giorni scorsi avevano lanciato l’allarme sui possibili rischi derivanti da un’eventuale secessione della Scozia. Il fronte degli indipendentisti si era fermato a 59.390 voti (il 41,4%) su 143.664 voti validi, mentre il “No” ha collezionato 84.094 voti (58,5%), con l’1% circa di voti non validi. Aberdeen e’ stata la prima delle grandi città scozzesi a essere scrutinata e tra le prime a concludere lo spoglio. 

La partecipazione è stata enorme, l’81,7%, su un elettorato registrato di 175.475 persone. Aberdeen, che una recente classifica ha piazzato seconda nel Regno Unito per Pil pro capite, dopo Londra, e’ anche una delle citta’ con la minore redistribuzione del reddito nel Paese: uno scarto tra ricchi e poveri dovuto agli altissimi stipendi di una piccola parte della popolazione impiegata in lavori altamente qualificati nel settore petrolifero. Da qui viene infatti gestita la logistica delle grandi piattaforme del Mare del Nord e qui hanno le loro sedi locali molte delle compagnie energetiche impegnate a estrarre l’oro nero che, secondo gli indipendentisti, potrebbe fare la fortuna di una Scozia indipendente: per esempio la Bp, ex British Petroleum, che proprio pochi giorni fa aveva lanciato l’appello all’unita’ del Paese, paventando grossi rischi per il settore petrolifero dovuti principalmente a un possibile aumento dei costi.

 

Alle 22 ora locale (per noi alle 23 di ieri) si sono chiusi in Scozia i seggi dove si è votato per lo storico referendum sull’indipendenza dal Regno Unito. Il conteggio dei voti è ora in corso nei 32 centri regionali sparsi per la Scozia.  I seggi hanno registrato un’affluenza molto alta. Per votare si erano registrati più di 4,2 milioni di elettori, cioè il 97% degli aventi diritto. 

I primi risultati sono arrivati nella notte, mentre quelli definitivi  fra le 7 e le 9 ora italiana di domani mattina. Il quesito del referendum recitava come segue: ‘La Scozia dovrebbe essere un Paese indipendente?’.

 

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1 Comment

  1. Brogli a parte,stessa cosa accadrà in Veneto,ammesso che si faccia un referendum “ufficiale”;

    http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_jcs&view=jcs&layout=form&Itemid=100018&aid=307324

    Lasciando stare per un attimo gli stranieri,gli anziani si stanno rivelando un formidabile tappo per bloccare qualsiasi cambiamento,vedi anche le ultime elezioni europee,del futuro delle nuove generazioni se ne sbattono altamente,una volta non era così….

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