SCOZIA INDIPENDENTE, PARTE LA CAMPAGNA. SENZA SEAN CONNERY

di GIANMARCO LUCCHI

La campagna di avvicinamento al referendum per l’indipendenza della Scozia, previsto fra due anni, comincia a entrare nel vivo. Il leader del partito nazionalista Snp, Alex Salmond, punta alla mobilitazione di un milione di suoi concittadini. Il movimento popolare di massa – che secondo il vulcanico Salmond finirà per raggiungere l’obiettivo – è stato presentato nei giorni scorsi e pubblicizzato come la più estesa campagna ‘community-based’ del Regno Unito.  Una tale oceanica mobilitazione dovrà preparare la consultazione e ottenere il sostegno per una nazione “più verde, più giusta e più prospera”. Nonché indipendente.

Tuttavia la strada non sembra facile, anche perché solo poche ore prima che la campagna di Salmond venisse lanciata in un cinema multisala a Edimburgo, l’ex cancelliere Alistair Darling ha pubblicato un sondaggio di YouGov che fissa il sostegno popolare all’abbandono del Regno Unito a un non esaltante 33 percento, con solo il 57 percento tra gli elettori scozzesi. Con quattro milioni di elettori registrati in Scozia, un milione di persone sarebbero quelli che già pensano di dare il proprio ‘sì’ alla separazione. Per Salmond al momento è impossibile sperare di vincere e tuttavia i prossimi due anni serviranno per dare ‘forma e sostanza’ al desiderio di indipendenza. “La nostra campagna è una campagna ‘mattone dopo mattone’” ha detto il leader ed è per questo che punta alla mobilitazione di un milione di cittadini che la pensano come lui, affinchè i mattoni possano raddoppiare e anche di più da qui a due anni.

Così come per i grillini, la campagna di Salmond si baserà sui media digitali, ma non solo: è previsto anche un ‘porta a porta’ non solo a casa, ma sul posto di lavoro: familiari, amici e colleghi verranno reclutati per generare il supporto necessario a vincere la maggioranza al referendum.

Ovviamente per condurre una tale mastodontica battaglia necessita anche di quattrini. Due milioni di sterline per l’indipendenza scozzese sono arrivate – prima della morte – dal poeta nazionale Edwin Morgan, un milione da Colin e Chris Weir, che ne hanno vinti alla lotteria 65. Sostegno fondamentale è fornito da businessmen come Brian Souter, proprietario della compagnia di trasporti Stagecoach e dall’imprenditore miliardario Sir Tom Hunter. Nuovi protagonisti arruolati alla campagna durante la presentazione sono l’ex presidente della Royal Banck of Scotland, Sir George Mathewson, e Blair Jenkins, ex capo della cronaca a Bbc Scozia. La campagna per il ‘sì’ ha come volti noti quelli degli attori Brian Cox (Braveheart, The Bourne Supremacy, Matchpoint) e Alan Cumming (Boris Grishenko in ’007 Golden Eye’ e Nightcrawler in ‘X-Men 2′).

Al momento, tuttavia, va registrata un’assenza assai importante, quella di Sean Connery. Pur essendo il più famoso sostenitore dell’indipendenza, nato a poche centinaia di metri dal multisala Cineworld utilizzato per il lancio della campagna, non ha lasciato alcuna testimonianza video. L’unico messaggio, un breve contributo senza troppo entusiasmo, è stato letto dal collega attore Martin Compton. Da molti, l’assenza di Connery è stata letta come un raffreddamento della passione iniziale di Sean Connery per la causa indipendentista, o perlomeno come un suo allontanamento dalla strategia dello scontro frontale scelta da Alex Salmond.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Articolo precedente

PONZELLINI: SOLDI FACILI AGLI AMICI E TASSI DA USURA AI CORRENTISTI

Articolo successivo

CHE IL TERREMOTO ACCELERI IL COLLASSO DELLO STATO