SCHIAFFO ALLA LEGA: NELLA CAPITALE PADANA PERDE IL CAPOGRUPPO

di GIANMARCO LUCCHI

Viviano Benedini, leghista della prima ora e capogruppo in consiglio comunale a Mantova dal gennaio scorso, ha abbandonato il Carroccio. E il passaggio che ha compiuto è uno dei più imprevisti: è approdato infatti all’Udc, in piena zona ex democristiana. Da Roma ladrona al centrismo, con annessa e immediata uscita dalla maggioranza che sostiene il sindaco Nicola Sodano. Ovviamente nelle file dell’Udc c’è aria di grande soddisfazione per  aver soffiato il capogruppo alla Lega nella Mantova che un tempo Bossi ha indicato come capitale della Padania. L’entusiasmo fra i centristi era tale che  si era diffusa la voce che sabato, per benedire l’operazione, sarebbe arrivato in città addirittura il leader Pierferdinando Casini,  che  invece si è poi limitato a una telefonata.

Dietro alla scelta di Benedini, noto gastroenterologo in città,  sembrano esserci soprattutto motivazioni personali, a partire da un certo avvicinamento alle posizioni del cattolicesimo. Percorso che tuttavia non può spiegare in toto la decisione, visto che nella Lega non sono mai mancati, anzi, i cattolici praticanti. Anzi, un personaggio come Giuseppe Leoni è sempre stato il leader (quanto riconosciuto o quanto imposto non è dato sapere) dei cosiddetti Cattolici Padani, dei quali per altro ultimamente si devono essere un po’ perse le tracce.  Probabilmente il caos vissuto dal Carroccio nelle settimane della crisi della maggioranza – con la promozione dello stesso Benedini a capogruppo al posto di Luca De Marchi e il gelo calato tra il deputato Gianni Fava e il consigliere regionale Claudio Bottari – ha inciso nella sua decisione ma potrebbe non essere stata l’unica motivazione.

Tuttavia le ripercussioni del suo addio alla Lega non possono che essere politiche. La prima, immediata, è che il centrodestra perde un pezzo in consiglio comunale, perché Benedini passerà nel gruppo misto e fuori dai confini della maggioranza, per la quale il margine di sicurezza  resta tuttavia ampio, con le minoranze ancora a 17 seggi contro 23 più il sindaco.

Ma, visto da un’altra angolazione, il cambio di casacca dell’ex leghista rilancia nuovamente le voci già corse nelle settimane della crisi comunale. Voci che vorrebbero il sindaco Nicola Sodano, Pdl, impegnato a realizzare un disegno mai del tutto accantonato: rinunciare al sostegno della Lega (ora scesa a cinque uomini in consiglio comunale) per aprire ai moderati che oggi sono all’opposizione.

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