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Scegliere un futuro sostenibile, l’Autonomia

nord

di GIORGIO BARGNA – Per anni ho masticato la politica perseguendo un ideale politico.

Erano gli anni delle vacche grasse, ci si poteva credere, si poteva vivere, chi governava lasciava margini di vita decente agli elettori; la “Milano da bere” se vogliamo sintetizzare.

Poi, forse complice l’entrata nell’Euro, la musica è cambiata. Si sono moltiplicati i balzelli a danno dei Contribuenti, si sono ridotte drasticamente le quote riservate alle amministrazioni di secondo e terzo livello, quali Regioni e Comuni.

Da sempre credo nell’Autonomia, fiscale e amministrativa, ci credo come convenienza per le Regioni come la Lombardia che versano tanto e non ricevono che poco più di nulla, ma anche perchè la vedo come unica formula che possa tutelare il Contribuente.

Da qualche anno, invece, sono sempre più convinto che l’Autonomia sia l’unica ancora di salvezza per partite IVA, dipendenti e pensionati … Lombardi, nel nostro caso.

Da qualche anno sono convinto che la battaglia non è più tra le ideologie contrapposte, ma che la guerra sia una guerra di sopravvivenza tra lo Stato Centrale e i contribuenti.

Solo una Regione Autonoma potrà evitare che tutti ci ritroveremo in braghe di tela (semmai già non lo fossimo), solo una Regione Autonoma potrà dare un futuro decente ai nostri figli ed ai nostri nipoti.

Qualche giorno prima delle idi di Marzo, tanto per citare Roma, vi recherete alle Urne a votare; solo Grande Nord potrà regalarvi la speranza di un futuro, la vostra croce mettetela su questo simbolo, sui suoi Candidati.

La vostra croce mettetela su un futuro sostenibile, seguite l’unica strada percorribile, quella del GRANDE NORD.

 

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