Sbarcano a Milano i Dropkick Murphys, araldi del Celtic Punk

di PAOLO MATHLOUTHI

Adunata oceanica degna dei Guns’n’Roses l’altra sera all’Alcatraz di Milano per l’unica tappa insubrica dei Dropkick Murphys, impegnati nel tour di presentazione del loro ultimo album, “Signed and Sealed in Blood”. Scorre sangue rigorosamente irlandese nelle vene di questi sette ragazzi di Boston, novità assoluta e graditissima nel panorama asfittico di una musica folk che ormai da troppo tempo segna il passo, chiusa nella ripetizione ossessiva e, diciamolo pure, un po’ monotona delle ballate tradizionali. Un sound graffiante e a tratti sguaiato il loro, un rock ruvidissimo intriso  di whisky, birra, sangue e cazzotti, che esprime le pulsioni e le frustrazioni della working class americana (rigorosamente white skin) divenuta ormai minoranza e costretta a contendere il proprio diritto all’esistenza a bande sempre più agguerrite di latinos e immigrati di varia provenienza, dando corpo al suo cronico disagio, tra un assolo di chitarra elettrica e l’altro, istoriando di rune e croci celtiche gli androni dei palazzi nelle sterminate ed anonime periferie urbane della east coast.

Un mix politicamente eversivo, senza dubbio, ma di sicuro effetto, che rivisita grandi classici della  cultura popolare irlandese come “Rochy road to Dublin”, Wild Rover” e “Finnegan’s Wake” contaminandoli con sonorità derivate dai Ramones, dai Clash e dal migliore repertorio punk degli Anni Settanta e Ottanta, in una sintesi musicale ringhiante, coinvolgente, esplosiva, ricca di virtuosismi e colpi di scena, che non mancherà di compiacere i puristi del genere irish come anche le orecchie meno raffinate.

Scoperti nientemeno che dal Boss in persona, Bruce Sprengsteen, il quale ha duettato con loro in un pezzo dell’album “Going Out In Style” e li ha voluti al proprio fianco sul palco nel 2009 durante la tappa bostoniana del tour “Working on a Dream”, gli incorreggibili monelli irlandesi sono diventati celebri per aver scritto  la colonna sonora del film “The Departed” di Martin Scorsese e per aver musicato l’ultimo adattamento cinematografico delle avventure di Sherlock Holmes. Non contenti, si candidano ora a diventare “gli ACDC del celtic punk”, come ha dichiarato, in uno slancio di modestia tutta irlandese, il loro leader Ken Casey. Che ne dite, ci riusciranno? Ascoltare per credere…

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