INDIPENDENZA SARDA: NO AL REFERENDUM DI “MALU ENTU”

di REDAZIONE

«L’Ufficio regionale del referendum ha dichiarato inammissibile la richiesta di referendum popolare regionale consultivo sull’indipendenza presentato dal movimento Malu Entu». Lo ha comunicato l’ufficio stampa della presidenza della Regione Sardegna in merito al referendum presentato da Doddore Meloni, al secolo Salvatore, il 10 maggio scorso, che ha consegnato in Corte d’Appello 12.999 firme per il referendum sull’indipendenza della Sardegna.

Il quesito era: “Sei d’accordo, in base al diritto internazionale delle Nazioni Unite, al raggiungimento della liberta del popolo sardo, con l’indipendenza”? Per ottenere il referenudum bastavano 10mila firme, gli Indipendentisti ne hanno raccolte ben 27.347. Il quesito è stato ritenuto illegittimo in quanto »la materia su cui verte non può costituire oggetto di referendum consultivo, che pur non essendo vincolante, appare tale da prospettare modifiche normative in termini inammissibili sull’ordine costituzionale e politico del Paese«.

L’Ufficio del referendum, presieduto dal direttore generale della Presidenza, Gabriella Massidda, ha ritenuto «che la richiesta violasse manifestamente i limiti previsti dalla legge e, specificamente, contrastasse con l’ordinamento generale e i principi fondanti la Repubblica italiana, di cui la Regione Sardegna è parte integrante, alla luce dell’interesse esclusivo dello Stato, tutelato costituzionalmente, essendo rivolta a discuterne il carattere unitario e indivisibile».

«Tale principio – prosegue la nota della la presidenza della Regione sarda – è sancito nell’articolo 5 della Costituzione» che recita: “la Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie localì, nonchè nello Statuto speciale per la Sardegna il cui articolo 1 afferma che La Sardegna con le sue isole è costituita in Regione autonoma fornita di personalità giuridica entro l’unità politica della Repubblica italiana, una e indivisibile, sulla base dei principi della Costituzione e secondo il presente Statuto” .

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