SARDEGNA: CON LA BARCA A VELA SULLE ROTTE DELLE BALENE

di REDAZIONE

Una spedizione scientifica in mare aperto in barca a vela, come i naturalisti dell’ottocento. Un’equipe di venti veterinari, biologi e naturalisti del dipartimento di Medicina veterinaria delll’Università di Sassari ha lasciato le aule scolastiche per seguire in barca a vela le rotte dei cetacei nelle acque a Nord della Sardegna. Dieci giorni di navigazione da Olbia fino ad Alghero e Bosa, per un totale di 400 miglia marine, con l’obbiettivo di studiare la presenza, il comportamento e lo stato di salute di delfini, capodogli e balenottere del Mar Tirreno. Ma anche fotografare gli uccelli marini, raccogliere campioni d’acqua per rilevare la presenza di inquinamento e fare indagini di popolazione sulle specie presenti nella zona. «È proprio in questo approccio multidisciplinare – spiega Andrea Rotta, coordinatore scientifico della spedizione – che sta la novità del progetto ‘Sardegna nord cetaceì. In passato avevamo organizzato ricerche con uno scopo specifico e esperti del settore. Questa volta, invece – continua il ricercatore – veterinari, biologi e naturalisti sono tutti insieme su un laboratorio mobile. Un vantaggio non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto scientifico perchè, in questo modo, i ricercatori hanno l’opportunità di confrontarsi e scambiarsi dati e informazioni», conclude Rotta.

Da alcuni anni i ricercatori dell’Università di Sassari, studiano gli esemplari che si spiaggiano sulla costa. «Adesso vogliamo fare un salto di qualità – annuncia Salvatore Naitana, direttore del dipartimento di Medicina veterinaria – e studiarli nel loro habitat per monitorarli, conoscere meglio i loro spostamenti e verificare la presenza di inquinanti chimici nel corpo dei cetacei. Infatti l’ingestione di spazzatura come buste o bottiglie di plastica provoca negli animali marini ferite e ostruzioni nell’apparato digestivo». I ricercatori universitari a bordo hanno a disposizione tutto il necessario per la ricognizione: l’apparecchiatura fotografica, l’attrezzatura video subacquea, binocoli, radio ricetrasmittenti, gps portatili, radar, cronometro digitale, retini per campionare il materiale biologico. Grazie agli strumenti tecnologici e la connessione internet, l’equipaggio potrà confrontare in tempo reale le loro osservazioni con gli studi compiuti in precedenza.

Tutti i dati raccolti, le fotografie, i video e le tappe della barca verranno inoltre pubblicate su un blog. «Il diario di bordo online è l’altra idea innovativa del progetto. Infatti – spiega Rotta – abbiamo avuto l’idea di creare un luogo non solo dove riportare quotidianamente i risultatti concreti, ma ospitare anche i dibattiti con altri esperti che possono seguirci da casa e dare suggerimenti ai ricercatori a bordo». La spedizione è stata possibile grazie al finanziamento della fondazione banco di Sardegna, con il patrocinio dei comuni del Nord Sardegna, in collaborazione con l’associazione 41Nord, il dipartimento di Scienze della natura e del territorio, la lega navale di Alghero, l’istituto spagnolo di Oceanografia di Murcia, l’associazione Join us.

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