“Sarà 3 volte Natale e festa tutto il giorno”, tra l’Altare e l’usura di Stato bancaria

buonnatale1di STEFANIA PIAZZO – Riconciliazione. Il Natale spesso lo è. Una festa in cui riconciliarsi con se stessi, con il tempo  che non dedichiamo a noi stessi, alle persone che amiamo, ai nostri sogni. Questo è l’augurio che faccio e che rivolgo a chi, dall’editore ai collaboratori, rendono possibile questa impresa impossibile di una stampa libera, che ha voglia di parlare dei guasti, tanti, e delle cose belle, poche, che subiamo e abbiamo.

In questi giorni il governo è tutto un turbine di approvazioni e tagli di nastri. Ma certo, sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno, il decreto è pronto per la fine dell’anno. Bisogna credere che tutto vada bene. Invece non si muove nulla. Anzi, perché no, di cose in movimento ce ne sono…

La vicenda di Banca Etruria ma anche di tutto il sistema, marcio, del credito, non propone nulla di nuovo anche se lo scossone è stato gigantesco. Morti e feriti. Tutti sapevano, nessuno sapeva.

Un paio di anni fa bastò che Monti scontasse l’allora Imu ai beni della Chiesa, per meritare una ovazione pubblica su Osservatore Romano e Avvenire. E oggi, la Chiesa, con chi sta? “Se in passato è stata possibile e reale l’alleanza tra il trono e l’altare e da essa sono oltre tutto scaturiti frutti non disprezzabili per la civiltà europea, riesce davvero difficile immaginare un’alleanza, non fattuale ma di principio, tra l’usura e l’altare, perché di questo, alla fine si tratterebbe”, scriveva di recente il prof. Giuseppe Reguzzoni commentando gli scivoloni della curia romana.

Ma tutto è possibile. Il mondo che viviamo è quello in cui prima viene la finanza e poi il lavoro, prima viene l’economia e poi l’uomo.

Si chiama anche potere dell’usura globale. Non ci credete? Ma come, non viviamo forse in un mondo in cui la moneta è l’euro, moneta senza uno Stato? E non è artificiale lo Stato che governa?

Il primato della moneta, degli scambi, del liberismo esasperato usato come solo termine di paragone per indicare il parametro della bravura, la cosiddetta concorrenza in cui all’apparenza vincono i più bravi, non sono forse usura che crea disoccupazione, povertà, emarginazione? Non siamo anno dopo anno sempre più poveri e aggrappati alle pensioni dei nostri genitori?

 

Le banche che truffano e i poteri di controllo  che non controllano, le gerarchie della burocrazia che mangiano i soldi cercando gli appalti più scadenti, la mafia che è padrona della politica, la politica che si fa collocando negli consigli di amministrazione degli enti gli uomini dei servizi, l’apparato che para il culo al politico per riconoscenza…. non sono tutto questo usura di Stato? E l’Altare? Fa la sua parte. La Chiesa cattolica, Romana, ha dato di che scrivere.

Noi festeggiamo il Natale, innanzitutto con la nostra coscienza. Scriveva il cardinale Neweman” “Certamente se sarò costretto a coinvolgere la religione in un brindisi al termine di un pranzo, brinderò al Papa – se vi farà piacere -, ma prima alla coscienza, e poi al Papa”. Sante parole.

 

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