SANREMO: SIANI E L’INNO STUCCHEVOLE ALL’ITALIA UNITA

di REDAZIONE

La crisi, lo spread, l’Europa, Monti ma soprattutto il Sud e Nord. Il napoletano Alessandro Siani si costruisce il suo ‘Benvenuto al Festival’ e dopo i due film campioni d’incassi sulle contraddizioni tra le due Italie, incassa la standing ovation del Teatro Ariston con un monologo che si conclude con un inno all’Italia unita. Il comico napoletano scatena diversi applausi a scena aperta, con una raffica di battute. Sulla crisi: «Per piglià la pensione non ce vò più la terza età, ci vuole la reincarnazione! Il costo della benzina? Prima per avere un prestito ci si dava fuoco, adesso per darsi fuoco bisogna chiedere un prestito». Non mancano frecciate a tedeschi e francesi: «Ci prendono in giro? Mi pare che il presidente tedeschi ha avuto anche lui i suoi problemi. E poi questo Sarkozy che se la tira, non lo sopporto. Io a Parigi ci sono stato. Non hanno neanche il bidet! Noi in italia ci laviamo a pezzi perchè siamo pigri, la sera ci laviamo i piedi, la mattina le ascelle… Ma i francesi… Ora ho capito perchè si dice che i francesi hanno la puzza sotto al naso…», incalza Siani. Invetabile il capitolo Monti negli Usa: «Gli americani hanno detto: questo chi è? Questo è il professore. E quello che veniva prima, bassetto, corto? Quello era il bidello». Poi il finale patriottico che sconfina nella retorica stucchevole, recitato a cavalcioni su una barca, perchè «l’Italia è come il mare: è indivisibile» e «nord, sud, siamo sulla stessa barca: siamo un grande popolo, siamo italiani». Poi standing ovation del pubblico dell’Ariston evidentemente molto italico…

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