Sanità, territorio lasciato indifeso. Rizzi: magistratura contabile arringa ma non può cambiare le regole del gioco

di Monica Rizzi – Fa piacere leggere che la Corte di Conti è andata a colpo sicuro per individuare il principale responsabile del caos Covid: l’indebolimento della politica sanitaria territoriale, a favore dei grandi ospedali.
Nel suo ultimo rapporto si parla della fuga di almeno 8-9mila camici bianchi negli anni più recenti, ma l’aspetto rilevante che affronta il presente è proprio il territorio.

Nel Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica. La popolazione italiana rimasta senza protezioni adeguate di fronte all’emergenza Covid, la Corte dei Conti afferma che la concentrazione delle cure nei grandi ospedali verificatasi negli ultimi anni e il conseguente impoverimento del sistema di assistenza sul territorio, ha fatto sì che il cittadino e i pazienti si trovassero “senza protezioni adeguate” di fronte all’emergenza Covid.

Le decisioni di politica sanitaria hanno concentrato nelle grandi strutture le prestazioni, imporevendo e indebolendo quelle territoriali. Si legge: “Se fino ad ora tali carenze si erano scaricate non senza problemi sulle famiglie, contando sulle risorse economiche private e su una assistenza spesso basata su manodopera con bassa qualificazione sociosanitaria (badanti), finendo per incidere sul particolare individuale, esse hanno finito per rappresentare una debolezza anche dal punto di vista della difesa complessiva del sistema quando si è presentata una sfida nuova e sconosciuta”.
Ed è”sempre più evidente che una adeguata rete di assistenza sul territorio non è solo una questione di civiltà a fronte delle difficoltà del singolo e delle persone con disabilità e cronicità, ma rappresenta l’unico strumento di difesa per affrontare e contenere con rapidità fenomeni come quello che stiamo combattendo. L’insufficienza delle risorse destinate al territorio ha reso più tardivo e ha fatto trovare disarmato il primo fronte che doveva potersi opporre al dilagare della malattia e che si è trovato esso stesso coinvolto nelle difficoltà della popolazione, pagando un prezzo in termini di vite molto alto”.

Bene, ma dopo l’arringa condivisibile, le regole del gioco non cambiano.Il federalismo sanitario resta una chimera e fissare paletti per tornare a rivitalizzare la sanità di comuni e province resta una buona intenzione. Grazie lo stesso.
Foto di Camilo jimenez

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