SANITA’, UNA SPESA INCONTROLLATA E INCONTROLLABILE

di GIAN LUIGI LOMBARDI CERRI

Ho letto l’appello del Governo (G abbondantemente minuscola) perché i cittadini collaborino al programma di riduzione delle spese inutili. Per far ciò ho preso (mi sono dovuto accontentare perché non si trova di meglio e, più avanti, racconterò perché) dal sito della regione Lombardia la situazione sanitaria al 2009. La ritengo ancora valida poiché la spesa totale dell’esercizio 2009 , pari a 110.824,14 milioni di euro corrisponde abbastanza a quella riportata dal poco illustre organizzatore, Mario Monti, nella relazione al Parlamento 2011 postata a 110.435 milioni di euro. Se dividiamo tale cifra per il numero degli abitanti vediamo che la spesa per abitante è 0,0018 milioni di euro per abitante. La spesa per la sola Lombardia risulta di 17.406,12 milioni di euro che, divisi per 9.917.714 dà circa 1700 euro per abitante.

Riporto qui di seguito una tabella derivata da quella dell’esercizio 2009 Fonte : Ministero della Salute Dati del nuovo Sistema Informativo Sanitario 4° trimestre maggio 2010

TABELLA: * milioni di euro – giallino evidenziato: dubbi sui dati

Nonostante siamo meravigliati che alcune regioni del Sud siano alla pari dei costi per abitante riferiti alla Lombardia e anche nonostante la qualità del servizio siano abissalmente differenti, si accettano per buoni tali dati.

N.B. Nell’ultimo riquadro a destra si evidenzia il risparmio totale ottenibile: non sono noccioline!

La tabella riportata più sopra presenta alcune aree marcate in giallo. Ma ecco alcune annotazioni:

-Abbiamo dubbi che quelle Regioni che abbiano un vantaggio o parità di bilancio rispetto alla Lombardia.

-Vengono inoltre ignorati i rimborsi non percepiti dalla Lombardia per quella che viene nominata “mobilità interregionale” (coloro che dal Sud vengono a curarsi in Lombardia).

-Sempre nello stesso bilancio di esercizio vengono citate voci come Smom e Bambin Gesù che, in un bilancio normale, dopo aver suscitato ilarità dei rappresentanti degli azionisti, provocherebbero pesanti provvedimenti a carico dei responsabili.

-Attualmente, le regioni che hanno dovuto predisporre i piani di rientro sono il Lazio, la Campania, la Sicilia, la Liguria, la Sardegna, l’Abruzzo, il Molise, la Calabria il Piemonte e la Puglia, tra le quali, il Lazio, l’Abruzzo, il Molise, la Campania e la Calabria, sono state commissariate. Fin qui il bilancio.

E’ opportuno, tuttavia, che per completezza si illustri, sia pur brevemente, il seguito.

Per serietà di ricerca avrei voluto controllare anche i bilanci degli anni successivi al 2009, ma pare una missione impossibile. Rivoltomi via internet al Ministero della Salute ho dovuto iscrivermi al NSIS fornendo una così esaustiva serie di dati miei personali che mai nessuna ditta, alla quale avevo cercato il bilancio, mi ha mai richiesto.

Ciononostante alla fine del discorso mi è stato detto di rivolgere una domanda scritta che vi allego, corredata delle corrispondente risposta.

 

 

Da ciò si desume che il CS (Cittadino Semplice) deve annualmente pagare senza avere alcun diritto di sapere come vengono spesi i suoi soldi. Ed ora, signor primo ministro Monti, che cosa ha intenzione di fare ?

Tenuto conto che abbiamo preso come campionela Regione Lombardia che, ne sia certo, non è un sito di feroci risparmiatori.

 

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