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Sangalli a Renzi: se non tagli le tasse andiamo a fondo

di SIMONE BOIOCCHIspesa famiglie

Confcommercio lancia un monito al Premier: per rilanciare il Paese bisogna non solo sostenere, ma anche spronare i consumi. Quei consumi oggi fermi al palo, bloccati da una tassazione troppo elevata che di fatto, impedisce sul nascere qualsiasi timido tentativo di ripresa.

A chiedere al governo un atto di coraggio è il presidente confederale della Confcommercio, Carlo Sangalli. “I segni meno – sottolinea il numero uno dei commercianti – sono archiviati, c’è un risveglio dei consumi e un recupero della fiducia. La ripresa c’è, il governo abbia il coraggio di tagliare le tasse”.

“Dopo molti anni di crisi – ha aggiunto Sangalli commentando i dati positivi di luglio che hanno visto una ripresa dei consumi del 2,1% rispetto allo scorso anno – tornare a crescere è difficile, per questo il governo deve trasformare questa ripresa in una crescita robusta e duratura tagliando le tasse su imprese e famiglie a partire dalla cancellazione delle clausole di salvaguardia”.

Secondo Sangalli, inoltre, l’annuncio del premier, Matteo Renzi, sul taglio dell’Ires nel 2018 “riguarda un tempo troppo lungo: non c’è tempo da perdere – ha rilanciato il presidente della confederazione di piazza Belli – bisogna avere il coraggio di aggredire la spesa improduttiva e tagliare l’Ires già nel 2016”.

Non solo: tra le proposte avanzate da Confcommercio anche l’abolizione totale dell’Imu degli immobili delle imprese. Secondo il presidente, infatti, “quello per le tasse sulla casa sarà l’unico funerale a cui gli italiani parteciperanno con gioia”.

“Chiediamo anche – continua sangalli – la totale deduzione dell’Imu sugli immobili delle imprese, inclusi gli alberghi e negozi”. Ma la lista dei desiderata non finisce qui. “Il Governo – spiega Confcommercio – deve estendere il bonus da 80 euro a tutti i lavoratori, compresi quelli autonomi. Per ridare slancio all’economia bisogna puntare sulla crescita e su quella che è la priorità assoluta: la riduzione delle tasse. Le imprese italiane – attaccano i commercianti –  soprattutto quelle che vivono di mercato interno, stanno attraversando una fase delicata:  la pressione fiscale è a livelli record, i redditi sono ai livelli di 30 anni fa, le banche poco coraggiose nell’erogazione del credito e la complessità della burocrazia non aiuta”.

“Con una ripresa ancora troppo fragile, incerta e contraddittoria – concludono -, la parola d’ordine del governo deve essere la crescita per dare una mano tangibile alle famiglie e alle imprese”.

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