Salvini e Lega sbarcano a Roma non più Ladrona. Non pochi storceranno il naso…

di GIANMARCO LUCCHI

Per prendere voti si fa di tutto, ma l’operazione che Matteo Salvini ha sancito ieri nella capitale potrebbe anche far storcere il naso e la bocca a non pochi militanti leghisti. Tre camere ai Parioli contro l’Euro e per aiutare la città eterna ad uscire dal caos e dai problemi dell’immigrazione selvaggia. La Lega Nord scende nella capitale, proprio nella Roma ladrona dei tempi di Bossi, e sceglie uno dei quartieri più chic per impiantare una sorta di quartier generale dal quale poter meglio dispiegare tutto l’impegno per i 6 referendum già promossi e soprattutto per la battaglia delle battaglie, l’uscita dall’Euro senza se e senza ma. Per l’inaugurazione arriva un inedito Matteo Salvini che per l’occasione si è presentato alle telecamere con una felpa con la grande scritta Roma e i colori giallorossi della Capitale. È diventato romanista?, gli ha domandato un cronista. Il leader del Carroccio ha subito chiarito che quell’indumento lo aveva indossato solo in onore della città, perché lui è milanista fino al midollo.

Gli epigoni dell’ Alberto da Giussano giurano di aver preso casa nella città eterna per darle una mano: «Ho già ricevuto centinaia di segnalazioni dei cittadini per tutto quello che non funziona. I sindaci che l’hanno amministrata dovrebbero rispondere in sede penale e in sede civile del loro operato», ha spiegato Salvini. Insomma, un aiuto alla città, non certo al suo sindaco Ignazio Marino: «Abbiamo preso questa sede anche per aiutarlo a farsi licenziare». Il segretario della Lega Nord non si è sottratto alle domande sulle motivazioni che hanno spinto ad aprire questa succursale padana a Roma nord: «È una metropoli vittima dell’immigrazione selvaggia, non controllata, che la gente paga ogni giorno sulla sua pelle», ha spiegato lasciando capire che i romani hanno bisogno di un aiutino proveniente dal nord. Non a caso uno dei referendum è dedicato al ripristino del reato di immigrazione clandestina. Il Carroccio, comunque, non spenderà un solo euro – anzi una sola futura lira – per i 100 metri quadrati che occupa nell’ elegante palazzina «pariolina». Un avvocato simpatizzante in pensione ha messo a disposizione metà del suo studio, a tutto il resto ha pensato Claudia Bellocchi, candidata al parlamento di Strasburgo.

Salvini compie dunque un azzardo, pur essendo conscio come buona parte della base storica del Carroccio abbia in uggia la Roma che rimane sempre Ladrona. I risultati del 25 maggio diranno se c’ha azzeccato o se pagherà pegno.

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