Dalla Corea a Viterbo. Salvini chiede un passaggio alla macchina di Santa Rosa…

di DISCANTABAUCHI8aecffa69c395aed269e7d1d12c37779

L’altro giorno lo abbiamo visto, allievo dell’insuperabile senatore Razzi, a colloquio e in visita diplomatica da Kim Yong-nam, il presidente dell’Assemblea suprema del popolo della Corea del Nord. Erano lì come membri dell’associazione parlamentare Amicizia Italia-Corea. Adesso c’è un nuovo sodalizio, per il segretario federale del Carroccio, quello dell’Amicizia Padano-viterbese.

La strada per la conquista del Lazio, oltre Roma, prosegue a ritmo serrato per il leader del Carroccio, a caccia di militanti in Tuscia. E l’occasione più ghiotta è partecipare ad uno di quegli eventi religiosi armati di carri pesanti e alti decine di metri da trascinare a spalle. Il Centro Italia e il Meridione sono ricchi di queste forme di religiosità popolare che cercano nella enormità dell’oggetto da trasportare la massima espressione della fede. La macchina di Santa Rosa è una statua-grattacielo, con una torre illuminata a giorno, ed è alta trenta metri. Centinaia di facchini, “tra ali di folla in delirio”, recitano i siti che rievocano l’evento della Tuscia, la trasportano la sera del 3 settembre, ogni anno, per ricordare la traslazione del corpo di S. Rosa dalla Chiesa di S. Maria in Poggio al Santuario a lei dedicato.

Il profano chiede un passaggio alla macchina del sacro, perché se non ci pensa la Madonna, non ci sono più santi.
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