Il cosacco Salvini in Corea per il sogno del Padanistan?

coreanorddi ROBERTO BERNARDELLI

Sul Corriere della Sera di ieri è apparsa una breve ma rassicurante lettera sul viaggio di Salvini con il senatore Razzi in Corea del Nord: “Dalla Corea del Nord Matteo Salvini – scrive il lettore – ci assicura che in quel Paese si vedono cose che in Italia non ci sono più. Senza andare là posso confermargli da qui che effettivamente in Italia non ci sono più né dittatori in divisa, né campi di sterminio né migliaia di bambini morti di fame”.
Vittorio Zanuso, vzanuso@libero.it, Corriere della Sera, 4 settembre

Non fa una piega. A noi viene da chiedere però una cosa, al giovane cosacco Salvini: che cosa pensava di trovare? Tracce di Padanistan? Ovvero nuovi archetipi di quella società con perno via Bellerio e il mondo associativo che, nella mente del fondatore, dovevano costituire l’ossatura della futura società padana? Il giovane cosacco padano, con simpatie sinistre – come i compagni che cacciarono lo zar, e che poi si schierarono con l’Armata Rossa contro l’Asse – pronto a dialogare con Renzi ma anche con la destra della destra, in stile cattocomunista, cosa ha scoperto in Corea del Nord? Salvini, il sogno del Padanistan è tramontato. Ora, che sei in pista per l’Italianistan, un unico regno politico, da Nord a Sud, dalla Corea puoi copiare solo la posizione geografica. Saluti cari.

 

Roberto Bernardelli, presidente Indipendenza Lombarda

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1 Comment

  1. Più probabile che si sarà domandato come fa a stare in piedi un paese che da noi viene sempre descritto come un buco da quarto mondo.
    Forse quello che ha visto è leggerissimamente diverso da quanto ci vengono a raccontare.
    Una cosa è certa: se il kim decidesse di muovere contro la corea del sud, ha un milione di cittadini soldato pronti a muoversi insieme mentre qui da noi nessun leader o presunto tale può anche solo sognarsi una cosa simile.

    70 e passa anni fa, da noi sono successe brutte cose e anche se adesso tutti vogliamo ricordare che i nostri nonni erano antifascisti e partigiani della prima, la verità pura e semplice è che stavano tutti in piazza a festeggiare il duce perchè il tipo, prima di mandare tutto al macello, s’è preoccupato di riempire la ciotola di riso esattamente come fanno i kim a casa loro.

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