Salvini a Torino: “Recuperiamo ex leghisti”. Bossi: “Fronte comune”

di REDAZIONE
Matteo Salvini è stato eletto per alzata di mano segretario federale della Lega
dal congresso straordinario del Carroccio in corso a Torino.

”Ci sono tanti ex leghisti da andare a recuperare. Se a maggio chi almeno una volta nella vita ha votato Lega ci darà una possibilità possiamo fare la rivoluzione, se a maggio facciamo il boom è l’inizio della fine dell’impero”, ha detto nel suo discorso Salvini.
Ma è chiaro: “La Lega vince se fa la Lega”. “Negli ultimi anni abbiamo dovuto mediare, usare pazienza, ma la democristianeria in Italia non paga, la mediazione la lasciamo a qualcun altro”.
Il segretario prende di mira la moneta unica: ”L’euro è un crimine contro la nostra umanità e prima salta l’euro prima posso rioprendere la battaglia per l’indipendenza, quindi prima vivere, prima ammazzare il mostro”.
”Siamo pronti a disubbidire, la Padania è pronta a disubbidire, abbiamo centinaia di sezioni pronte a essere centri di lotta e di controinformazione”, afferma quindi Salvini. ”Oggi c’è un’adunata silenziosa di una comunità che vuole essere indipendente ed è pronta a disubbidre e a rischiare, ma non con il volto coperto”. ”Non ci fermiamo fino all’indipendenza”, ha poi aggiunto non appena eletto segretario tra standing ovation dei delegati presenti in sala, sulle note del ‘Va’ pensiero’ di Verdi.

”C’è un linciaggio vergognoso contro la Lega – attacca – da parte di giornalisti italiani e romani. Non chiediamo giornalisti che parlino bene della Lega ma, senza fare liste di proscrizione, dal prossimo appuntamento chi dimostra obiettività morale entra al nostro congresso, gli altri possono uscirsene a calci in c… perché di pennivedoli non abbiamo bisogno”.
E poi: ”Da qui a maggio non ci può essere una virgola interna fuori posto, da domani le segreterie dovranno essere luoghi d’incontro, di dibattito, di scontro, se serve, ma fuori, per quanto mi riguarda, una virgola che esce per ‘sputtanare’ qualcuno, quello è fuori, di quelle persone non c’è più bisogno”.
”Prima sconfiggere il duplice nemico, Roma e Bruxelles, poi discutiamo di tutto, ma prima vinciamo o quanto meno proviamo a vincere. Da qui a maggio ci tireranno dietro di tutto, ci saranno indagini, arresti, ci saranno infamie, quindi dobbiamo difenderci gli uni con gli altri quando c’è da difendere qualcosa. Se qualcuno usa male un centesimo di euro si accomodi fuori”.

Attacco anche all’ipotesi di misure per svuotare le carceri: “Se a Roma provano a portare in discussione l’indulto o l’amnistia, quelli non escono da Camera o Senato perché i delinquenti devono stare in galera”. E aggiunge: “E’ uno Stato criminale quello che permette a questa gentaglia di riuscire e rifare da capo. E’ brutto dirlo? Siamo brutti. Preferisco essere brutto e cattivo che coglione”, prosegue.
Nel corso del congresso è intervenuto il presidente federale del partito ed ex segretario, Umberto Bossi: ”Occorre fare fronte comune al centralismo europeo e con gli altri Paesi abbiamo un nemico in comune, l’euro, pero’ avere un nemico in comune non vuol dire avere destino comune: gli altri popoli europei uscendo dall’euro recuperano la loro sovranita’ nazionale, noi non vogliamo recuperare la sovranità italiana, noi siamo per la sovranita’ padana, costi quel che costi”.
Il segretario uscente della Lega Roberto Maroni, in avvio di lavori, aveva spiegato il suo gesto: ”Le mie dimissioni, che ho firmato poco fa, non sono una rinuncia ma un atto d’amore bisogna capire quando è il momento di fare certe cose e trovare le persone giuste”.

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