Salva Roma: la solita minestra per tenere in piedi un carrozzone mangiasoldi

di REDAZIONE

«Le partecipate del comune di Roma vantano 50.000 dipendenti, più della somma dei dipendenti di tutte le partecipate dell’intero paese. Quasi due miliardi di debito solo per la partecipata Atac che come titolano i giornali capitolini di oggi si permette di assumere altri 380 dipendenti. Questi sono i numeri di Marino e questa è la responsabilità che mostra Renzi e la maggioranza che lo sostiene nel perpetrare assistenzialismo malato e becero clientelismo. Altro che svoltabuona questa è la solitaminestra italiana, quella che ammazza i Comuni virtuosi pur di tenere in piedi la decadenza romana e napoletana». Lo affermano Stefano Cadiani e Silvana Comaroli senatori della Lega Nord. «Tra un anno saremo nella medesima situazione perchè Marino a un anno dal suo insediamento non ha fatto nulla. Basta camminare nella piazza del Pantheon per assistere all’indecoroso spettacolo dei turisti che scavalcano gli abusivi o uscire dal seminato del centro storico per vedere cumuli e cumuli di immondizia. Dopo due tentativi falliti, Renzi ci mette il bavaglio per far passare questo provvedimento vergogna. La sua spinta riformista è la seguente: tiene al guinzaglio i comuni virtuosi punendoli e privandoli della possibilità di spendere le proprie risorse e allo stesso guinzaglio tiene i Marino e i De Magistris con laute ricompense una tantum alla loro incapacità amministrativa. Solo così – concludono i leghisti – nessuno disturberà il manovratore».

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8 Comments

  1. L’invidia è na’ brutta bestia….
    C’è chi nasce ricco e chi povero…
    C’è chi deve sgobba ‘ a lavorà e chi invece usa er cervello come me..
    noi romani semo de un’altra categoria niente a che vedere co tutti voi..
    I subalterni lavoreno e i capi come noi dirigono..
    Nun rosicate e pensate a produrre quello è il vostro lavoro
    A spendere c’è pensamo noi romani..
    L’invidia ve fà rosicà er fegato..
    Esiste l’incudine e il martello , voi lombardi, veneti e friulani siete incudine noi romani martello..
    Nun rosicate…fate i bravi…

  2. Se ricordo bene la maggior azienda del Mezzogiorno è il Comune di Napoli, con 30.000 dipendenti. Abbiamo già parlato dei 30.000 forestali siciliani o dei 20.000 calabresi.
    Se uno guarda la classifica delle Regioni in termini di PIl troverà al primo posto la Lombardia, poi il Piemonte ed al terzo il Lazio. Il Lazio non è una Regione particolarmente industriale o agricola, il suo dato proviene per essere ampiamente statalizzata ed il settore pubblico, come è noto, rientra nel Pil.
    Ci troviamo in una situazione di uno Stato artificiale, mai esistito, l’italia, costituito da due popoli, diversi per lingua, cultura, storia, genetica e come vediamo diversi anche per economia.
    Mentre la Padania ha un economia “normale”, basata su agricoltura (frenata e limitata dalla Ue), industria e servizi (frenati e limitati dalla burocrazia e la tassazione dell’occupante italiano), dall’altra abbiamo un economia di stampo sovietico, dove tutto appartiene allo Stato, proviene dallo Stato e va allo Stato.
    In Germania Est dicevano che ai tempi del comunismo “tutti lavoravano (tutti avevano un lavoro) ma nessuno lavorava (la produttività era scarsa)”, in italia, nessuno lavora (la produttività nel settore statale è minima) ma purtroppo non tutti lavorano, viste le statistiche della disoccupazione in parte da limare vista la usualità dell’evasione fiscale e del lavoro in nero in Magna Grecia.
    Il problema in italia e nella sua colonia padana è proprio questo: la dualità economica. Quello che va bene per l’economia padana, europea, danneggia l’economia italiana, levantina, e viceversa, visto che una si mantiene con la tassazione dell’altra.
    Una cosa del genere si è già vista in passato, nelle colonie inglesi del Nord America. Per finanziare la corte inglese e le sue guerre europee, l’Inghilterra impose dei dazi doganali, degli obblighi di importazione ed esportazione alle colonie americane, una pesante tassazione che alla fine portò ad un sentimento di insofferenza da parte dei coloni, all’epoca in gran parte di origine inglese. In Padania la situazione è ben peggiore, vista l’avidità e la cecità dell’occupante italiano, ma occorre ricordare che al contrario dei coloni inglesi, i padani non sono italiani e non si sentono tali, anzi.
    A me ha sempre fatto effetto l’astio verso gli slavi che si trova in Germania e da noi in Friuli, questo perché loro li conoscono bene ed hanno secoli di scontri con loro.
    Da noi in Padania esiste un astio verso gli italiani che non è difficile da spiegare agli altri europei, visto che ormai li conoscono tutti bene, svizzeri per primi.

  3. Io se fossi un romano proverei vergogna Nell essere un parassita…invece a loro non importa nulla…proprio il classico italian mafia style…par fortuna che non so un roman

    • se tu fossi romano vero vorresti un posto di quelli pure per te. solo da fuori si puo dire se fossi mi vergognerei”
      da dentro si vergonano a farsi vedere a far qualcosa, il piu figo è quello che meno fa e piu ruba…

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