Salmond: “Se la Scozia secede pagherà una parte del debito inglese”

di REDAZIONE

Il governo della Gran Bretagna ha assicurato che continuerà a onorare l’intero ammontare del debito pubblico, anche se si attende che in caso di secessione da parte della Scozia questa accetti di rimborsarne una parte. “Nell’ipotesi di indipendenza della Scozia dal Regno Unito, il governo britannico onorerà in ogni caso i debiti emessi nei termini contrattuali previsti”, recita un comunicato del Tesoro britannico. “Uno Stato scozzese indipendente diventerebbe responsabile di una quota equa e proporzionata dell’idebitamento Gb, ma alla Scozia – precisa ulteriormente il comunicato – non verrà trasferita una quota di titoli emessa dal Regno Unito”.

In pratica, Londra mette le mani avanti e rassicura i mercati sul fatto che i titoli obbligazionari emessi saranno in ogni caso onorati. E al tempo stesso avverte che si attende di ottenere che una quota di questi debiti gli venga, ex post, risarcita dalla Scozia in caso di secessione.

Gli indipendentisti scozzesi per parte loro hanno reagito dicendosi subito disponibili a coprire una parte “equa” di debito pubblico, ma il primo ministro della Scozia Alex Salmond ha puntualizzato che questo avverrà solo contestualmente a un “proporzionale” trasferimento di attività, anche monetarie. Salmond è anche a capo del partito nazionalista scozzese, formazione di centro sinistra, e ha rivendicato come la mossa di Londra mostri delle prime aperture a trattative su questo capitolo, laddove finora i ministri del governo Gb si sono sempre rifiutati in pubblico di parlare della questione. “Qualunque incertezza sia stata causata sul mercato dei Gilt (i titoli del Tesoro Gb) è dovuta al loro rifiuto a discutere i termini dell’indipendenza prima del referendum”, ha detto ancora Salmond. Il referendum è previsto il prossimo settembre. (TMNews)

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