Bernardelli: Sai come pensano all’autonomia gli assessori veneti che cantano “Faccetta nera”

di Roberto Bernardelli – E’ bufera sull’assessore all’Istruzione del Veneto Elena Donazzan (Fdi) per un’esibizione radiofonica in cui ha improvvisato il motivo fascista “Faccetta nera”. Tanto da attirarsi le ire delle forze di centrosinistra e anche la richiesta di scuse dal presidente Luca Zaia.

Onestamente a me interessa davvero poco quel che pensa Donazzan. Quel che mi interessa è capire quanto stia a cuore la battaglia per l’autonomia del Veneto e del Nord un assessore che scivola sui ricordi del ventennio, che fu tutto tranne che federalista.

L’episodio risale alla puntata di venerdi’ scorso de “La Zanzara” di Radio24, in cui Giuseppe Cruciani e David Parenzo hanno interpellato e provocato l’esponente Fdi a proposito della campagna pubblicitaria della pasta La Molisana. Donazzan, accennando la marcetta del ventennio, ha ricordato di averla “imparata da bambina”, di avere uno zio, Costantino, che faceva parte delle milizie mussoliniane e di preferire quel canto a “‘Bella ciao’, “che piacera’ alla Boldrini”.

Una ‘performance’ che non è piaciuta alle forze di opposizione, in particolare il gruppo Pd al Consiglio regionale, che ha annunciato un’interrogazione a Zaia “non solo per chiedergli di dissociarsi ufficialmente, ma per sapere se intende toglierle le deleghe, visto che lei non darà autonomamente le dimissioni”.

Ma scusate, possibile che nella maggioranza nessuno abbia nulla da dire? E’ solo una questione di tifo tra Bella ciao e Faccetta nera o tra una visione centralista dello stato, nazionalista e tutt’altro che aperto all’identità dei popoli? Io credo che non serva sparare su Donazzan quanto piuttosto chiedere a Zaia e alla sua giunta se, Covid a parte, abbia mai pensato di reclamare il proprio residuo fiscale.

Non occorre andare lontano nel tempo e nello spazio. I colonizzati da Roma sono i veneti.

Onorevole Roberto Bernardelli – Presidente Grande Nord

 

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