/

Rosy Bindi e l’antimafia, zitta quando mandavano i boss in soggiorno obbligato al Nord

StatoMafia1di MARIO DI MAIO – Rosy Bindi, ribattezzata “pasionaria veneta”, e delocalizzata a Padova e dintorni in rimpiazzo di Tina Anselmi, ha affossato irrimediabilmente la vecchia DC, e nessuno parla più da un pezzo di “Veneto bianco”. Ricordo ancora il suo comico sbigottimento una domenica, vedendo i cittadini in uscita dalla Messa delle 11, che affollavano i gazebo della Lega, e non quelli che auspicava lei. Non ha avuto sentore dell’installarsi di “cosa nostra ” al Nord, né dei maneggi tipo quelli del “chirurgo”Madonia, fedelissimo di Fidanzati, insediato a Longare, e padrino di Felice Maniero, a sua volta creatore della “mafia del Brenta”. Infatti è stata la DC che ha inventato il soggiorno obbligato in Padania dei mafiosi e delle loro famiglie. E chi protestava era razzista, e carente di solidarietà verso i meridionali che sono persone perbene. Oggi la Rosy nazionale dice che la criminalità organizzata c’è anche al nord perché ne è stata negata l’esistenza. E come mai a suo tempo è stata zitta? E ancora oggi cosa ci sta a fare a capo dell’antimafia?

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Se Barcellona non fa la figura del salame come l'Emilia Mediterranea

Articolo successivo

E Pisapia "cancella" Civica. La libertà di stampa secondo la sinistra meneghina