BOSSIANI ALL’ATTACCO CONTRO LA RIFORMA PENSIONI

di REDAZIONE

I bossiani della Lega, per uscire dalla logica dello scontro interno, lanciano la sfida al governo Monti e puntano a raccogliere 50mila firme per chiedere un passo indietro sulla riforma delle pensioni. L’intenzione è di portare l’ordine del giorno al prossimo ufficio di presidenza del parlamento della Padania. Obiettivo: presentare una proposta di legge di iniziativa popolare per “ritornare al vecchio sistema pensionistico”. L’annuncio è venuto ieri sera, all’auditorium piacentino Sant’Ilario, dalla vicepresidente del Senato Rosy Mauro e dal senatore Sandro Mazzatorta, con il presidente federale della Lega Nord Angelo Alessandri, ospiti del convegno “La stangata”, il punto, fortemente critico, sui primi 100 giorni del governo Monti.

Al tavolo anche le anime organizzative dell’appuntamento, Valentina Stragliati e Silvia Testa e il segretario provinciale Pietro Pisani. Tra i presenti anche i parlamentari Massimo Polledri, Giovanni Torri, il consigliere regionale Stefano Cavalli e il vicepresidente della Provincia Maurizio Parma.
“La riforma pensionistica del Governo Monti – ha detto Mazzatorta – si basa su presupposti non chiari. Il primo è quello della presunta insostenibilità finanziaria del sistema precedente – tesi puntualmente smentita dalla stessa UE e da autorevoli studi – e il secondo è l’assunto, falso, che questo sistema contributivo ci tornerà sotto forma di pensioni quanto versiamo; le stime dicono che ne percepiremo solo il 40 per cento, lasciando a Roma il rimanente 60 per cento”.

Il Carroccio passa così al contrattacco, partendo da una regione, l’Emilia, che di recente è stata attraversata da numerose polemiche per come ha operato il “legato”, cioè il commissario, Rosi Mauro, che formalmente adesso non dovrebbe più esserlo visto che il coordinatore delle segreterie nazionali, Roberto Calderoli, aveva annunciato la conclusione del suo mandato sia in Emilia che in Liguria.

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