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Romano di Lombardia, il sindaco cancella i cartelli in lingua lombarda. Il Comune è solo Romano de Roma

romanodi FABIO SUARDI – Egregio direttore, le scrivo questa lettera aperta in merito alla questione dei cartelli in ingresso alla città di Romano di Lombardia dov’è venuta a mancare la scritta “Romà”. Vorrei far riflettere i Cittadini Romanesi e soprattutto l’attuale classe politica cittadina che la governa che con questa scelta hanno inferto un altro duro colpo alla nostra lingua madre, la quale senza un intervento delle istituzioni presto scomparirà insieme alla nostra storia e cultura locale, il tutto per far posto ad una cultura del appiattimento globale. E’ tuttavia contraddittorio il comportamento di questa classe politica che denigra e cerca in tutti i modi di cancellare il bergamasco e la sua cultura mentre si fà in quattro per salvare tutelare e proteggere lingue e culture che arrivano a noi da paesi lontani ed a volte in netto contrasto con i nostri principi e valori. Vorrei far notare come il sogno di un mondo unito può passare solo verso il rispetto e la salvaguardia delle lingue e delle culture locali e non attraverso l’appiattimento che impoverisce o peggio attraverso la sostituzione demografica e quindi socio culturale di un Popolo grande o piccolo che sia! Oggi ogni romanese è più povero e nel mio caso anche più triste. Sempre più convinto che per combattere questa mentalità e questo modello di globalizzazione serva tornare alle piccole Patrie ma non per questo meno importanti!  vi ringrazio per l’attenzione.

FABIO SUARDI Segretario comunale pro tempore Indipendenza Lombarda
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