Romania: destituito il presidente Basescu. La crisi arriva a Bruxelles

di GIORGIO CALABRESI

In Romania lo scontro istituzionale fra governo di centro-sinistra e presidenza conservatrice ha raggiunto ieri sera il suo culmine con la destituzione del capo dello stato Traian Basescu ad opera del Parlamento. E la ‘guerra’ ai vertici dello stato preoccupa sempre piu’ l’Europa, che teme per la tenuta democratica del Paese balcanico. A pronunciarsi in serata per la sospensione dei poteri del presidente e’ stato il Parlamento riunito in seduta congiunta di Camera e Senato: i voti a favore della destituzione di Basescu sono stati 256, sul totale di 432 parlamentari, i contrari 114, mentre uno solo si e’ astenuto.

In base alla legge, sulla destituzione del presidente si dovra’ ora pronunciare definitivamente la popolazione in un referendum che si terra’ entro trenta giorni, con tutta probabilita’ il 29 luglio. L’interim alla presidenza sara’ assicurato dal nuovo presidente del Senato Crin Antonescu, eletto l’altro ieri al pari del nuovo presidente della Camera con un autentico colpo di mano della maggioranza di centro-sinistra, che ha sfiduciato i due presidenti conservatori.

Il governo del premier socialdemocratico Victor Ponta accusa Basescu di aver violato la costituzione avocando a se’ poteri che non gli spettano e imponendo al paese misure di pesante austerita’ economica che hanno fortemente impoverito la popolazione. Il presidente, intervenuto in aula prima del voto sulla sua destituzione, si e’ difeso dalle accuse denunciando il tentativo della maggioranza di centro-sinistra di voler controllare tutti gli organi dello stato, in particolare il settore della giustizia. E ha sottolineato i rischi che un voto a lui contrario potrebbe avere sulla stabilita’ e sull’immagine della Romania. ”Ho la coscienza assolutamente tranquilla poiche’ sono certo di aver fatto il mio dovere verso il mio Paese e il mio popolo”, ha detto il presidente.

In precedenza la Corte costituzionale, in un parere consultivo, aveva riconosciuto alcune irregolarita’ e manchevolezze nell’azione politica di Basescu, non tali tuttavia da costituire una violazione della Costituzione. In giornata, prima della riunione del parlamento, il premier Ponta era intervenuto con una dichiarazione per rassicurare sulle inquietudini crescenti dei partner europei nella Ue e del resto della comunita’ internazionale, assicurando che la Romania restera’ ”un paese stabile nel quale viene rispettato in pieno lo stato di diritto”.

La commissione europea si e’ detta ”preoccupata” per gli ultimi sviluppi politici in Romania, suscettibili di mettere ”a rischio i progressi fatti in questi anni” dal Paese balcanico. Per fare chiarezza sulla situazione il premier Ponta sara’ a Bruxelles giovedi’ prossimo per un colloquio con Jose Manuel Barroso. Inquietudine e’ stata espressa a Berlino anche dal portavoce della Cancelleria Steffen Seibert, che ha evidenziato i ”seri dubbi” del governo tedesco sulla legittimita’ delle riforme politiche in atto a Bucarest. Ieri preoccupazione avevano espresso Italia e Francia. Basescu – che e’ stato eletto la prima volta nel 2004 e il cui secondo mandato scadra’ nel 2014 – gia’ nel 2007 era stato sospeso dalle sue funzioni ad opera del parlamento, poco dopo l’ingresso della Romania nella Ue. Allora tuttavia la popolazione nel successivo referendum gli aveva accordato la fiducia reintegrandolo alla presidenza. Cosa questa che appare ora piu’ difficile per la notevole perdita di popolarita’ del capo dello stato.

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