Roma impugna ordinanza Val d’Aosta per riaprire bar e ristoranti. Il presidente: autonomia come al solito mortificata e sminuita

Il Consiglio dei ministri ha impugnato l’ordinanza con cui la Regione Valle d’Aosta ha riaperto ieri bar e ristoranti, in deroga alla fascia arancione in cui si trova ancora. Sul ricorso dovrà pronunciarsi il Tar della Valle d’Aosta, a cui il governo ha chiesto sia la sospensiva sia l’annullamento del provvedimento. L’ordinanza 552 dell’11 dicembre 2020, autorizzata da una legge approvata dal Consiglio regionale il 2 dicembre, dispone che le attività possono rimanere aperte dalle 5 alle 18, solo con servizio al tavolo.

A caldo, il primo commento del presidente della regione. Sfugge “la finalità, se non per cercare di mortificare e di sminuire i principi dell’autonomia di cui gode la Valle d’Aosta”. Così il presidente  Erik Lavevaz commenta l’impugnativa da parte del Governo della sua ordinanza di riapertura anticipata di bar, ristoranti e attivita’ ricettive. La scelta, secondo il presidente, “stupisce in particolar modo per le tempistiche, poichè arriva alla vigilia del riconoscimento ufficiale della Valle d’Aosta nella fascia di rischio medio”.

 

 

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