ROLFI, IL BOSSIANO CON LA MEMORIA UN PO’ CORTA

di GIULIO ARRIGHINI*

Fabio Rolfi, a Brescia, è l’uomo forte della Lega.

Vice sindaco del capoluogo, segretario provinciale, punto di riferimento territoriale dell’ex ministro barbaro sognante Roberto Maroni.  In questi giorni di declino politico (o apparente tale) di Umberto Bossi e dei suoi “autorevoli” famigliari il vice sindaco ha rotto ogni indugio rispetto alla severità di giudizio verso l’ex “capo Umberto”, pur riconoscendogli “sempre un ruolo nella Lega”, sulla scia di Roberto Maroni, leader in pectore.

In una terra in cui la memoria storica è davvero labile è bene ricordare alcuni fatti che vedono il signor Rolfi dapprima prono alla imposta candidatura di Renzo Bossi, il trota in disgrazie, nella nostra provincia e, successivamente, disponibile a concedere ad un’associazione legata al rampollo del “capo” un contributo di 7 mila euro per un’iniziativa di partito consistente in un ridicolo torneo di calcio padano promosso dal “Comitato Padania 2009”, finanziata con soldi pubblici, quelli dei contribuenti tanto per intenderci. Nello specifico, di soldi dei contribuenti bresciani.

Un esponente dell’opposizione cittadina ha recentemente dichiarato che “la Giunta (del Comune di Brescia ndr) approvò lo stanziamento su sollecitazione del vicesindaco Fabio Rolfi, che allora era legatissimo alla famiglia Bossi…”. Ci fu anche l’utilizzo dello stadio di Brescia senza pagare l’affitto, le spese, naturalmente, finirono a carico del Comune capoluogo.

Il barbaro sognante – che ora alza la voce per chiedere espulsioni a raffica, si era già reso noto alle cronache per la vicenda relativa al concorso dell’Amministrazione provinciale, 8 vincitori, di cui 5 direttamente legati alle famiglie, (e nel caso di Rolfi parliamo della moglie, attualmente assunta presso una ASL a guida leghista) o al gruppo della Lega e, alla vicenda dei cosidetti “Templari” di cui il nostro quotidiano ha già riportato degli articoli.

Quando la barca affonda – raccontano le cronache – i topi si danno alla fuga. In alternativa, ci son quelli che cercano di rifarsi una “verginità” a dir poco improbabile.

*Segretario dell’Unione Padana

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