RODENGO SAIANO E IL BRUCIATORE DI BIOMASSE

di GIORGIO VENEZIANI*

All’inizio del 2012 i cittadini di Rodengo Saiano (comune franciacortino che negli ultimi 15 anni è passato da 5.000 a 9.000 abitanti con decine di appartamenti vuoti e ancora altri in costruzione) hanno appreso una notizia quantomeno preoccupante: nel territorio comunale in località Paradello verrà costruito un bruciatore di biomasse, scarti da giardino e legname per intenderci, alto 17 mt dal costo di 8.000.000€.

Appresa la notizia associazioni ambientaliste e partiti di ogni schieramento (in vista delle elezioni comunali per qualcuno questo è un buon tema da cavalcare…) si sono mobilitati organizzando incontri pubblici alla quale hanno partecipato anche i promotori dell’inceneritore i quali con risposte confuse ed approssimative non hanno fatto nient’altro che rinvigorire il fronte del NO.

Ed anch’io personalmente mi allineo a quest’ultimi perché Rodengo Saiano e i comuni limitrofi negli ultimi anni hanno subito un incredibile sfruttamento e cementificazione del territorio e di conseguenza l’aumento dell’inquinamento da polveri sottili ormai a livelli insopportabili (Brescia è la terza città più inquinata d’Europa e la prima in Italia per tumori causati dai Pm10) che il bruciatore aumenterebbe; perché il rischio che una volta funzionante l’inceneritore nessuno controllerà i rifiuti da bruciare che sicuramente non si limiteranno agli scarti da giardino come l’ “italian style” ormai dilagante anche in Lombardia insegna e perché da tutto questo i cittadini avranno solo che da perderci (scommetto che il calo delle bollette dell’energia elettrica o della tassa sui rifiuti nemmeno l’avranno preso in considerazione).

Adesso vorrei fare un salto nel futuro e provare ad immaginare come andrà a finire la vicenda senza deludere chi sta impiegando tempo e passione per evitare tutto questo. Le assemblee proseguiranno e il numero di partecipanti aumenterà, si arriverà anche ad un paio di manifestazioni e magari si riuscirà ad attaccarsi a qualche cavillo di legge per posticipare il più possibile la costruzione.

Ma alla fine il bruciatore di biomasse verrà costruito.

Allora mi chiedo: al cittadino che ha avuto la notizia a decisione già presa, che si è civilmente mobilitato per opporsi e che vedrà comunque realizzata la struttura, cosa gli resta da fare? Niente! Ancora una volta dovrà abbassare la testa e subire l’ennesima ingiustizia. E allora dobbiamo anche noi Bresciani abbassarci e fare quello che abbiamo visto fare ad Acerra scatenando una guerriglia, bruciando cassonetti e scontrarsi con le forze dell’ordine coloniali italiane? Siamo nel 2012 e penso che tutto questo non sia accettabile in un paese civile come credo che sia ancora la Lombardia.

Questo è un piccolo grande esempio di come sia necessario l’applicazione di quella che viene chiamata “Democrazia Diretta” ovvero dare la possibilità ai cittadini di esprimersi anche a livello comunale attraverso referendum su tematiche che influiranno sulla vita della Comunità come avviene nella vicina Svizzera. I cittadini non devono essere soltanto elettori che delegano il proprio potere politico ai rappresentanti ma anche legislatori e amministratori della cosa pubblica. Devono avere il diritto di rialzare la testa e il potere di farlo.

*ProLombardia Indipendenza

 

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