ROBERTO BENIGNI, SEMPRE PIU’ UN GRANDE PARADIDIETRO

di TONTOLO

Roberto Benigni non dimentica Berlusconi e all’ex premier ha dedicato l’apertura del suo intervento a ‘Che tempo che fa’. “Berlusconi mi manca, non me lo aspettavo. Se dico che non mi manca e’ brutto verso di lui, se dico che mi manca lo e’ verso di noi”. Benigni ha poi parlato della chiusura dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unita’ d’Italia: “Mi e’ piaciuto moltissimo, mi piace l’argomento, il Risorgimento. Ero alla chiusura col presidente della Repubblica. Viva l’unita’ d’Italia, in quel periodo eravamo un esempio per tutto il mondo”. Si, proprio un bell’esempio: ormai su tutti i mercati finanziari si parla di Grecia e si pensa all’Italia, e questo dice che siamo un bell’esempio. Un esempio di sfascio…

Il folletto toscano ha poi ironizzato sullo scandalo che ha travolto la Lega in queste settimane. “Umberto, andiamo in Tanzania. Potremmo fondare un sindacato tanzano Sinta, ci portiamo Renzo che ci guida la macchina”. E ancora, “camicie verdi, lauree in bianco, conti in rosso”. E poi ha aggiunto: “Era dai tempi di paperon de’ paperoni che non sentivo parlare dei lingotti”.

Sulle voci circa la presenza di libri di magia nera nella casa della moglie di Umberto Bossi, Benigni ha commentato “la notizia e’ che ci fossero dei libri”. Il comico ha concluso con un appello alla base leghista: “Mando un saluto alla base, alla gente, sono lavoratori, operai e imprenditori e sapranno riprendersi, sono un grande popolo”.

Questo toscanuccio è proprio un gran paraculo…

Print Friendly, PDF & Email
Default thumbnail
Articolo precedente

GRILLO VOLA NEI SONDAGGI E LA SINISTRA VA IN CRISI DI NERVI

Articolo successivo

ALLA FIERA DEL NORD... IL TROTA SI SALVO'