Rizzi: Vi ricordate il ministro Boccia e gli esperti lombardi per l’autonomia? Già ce la spacciavano per cosa fatta

di Monica Rizzi – Siamo sempre alle solite. Occorre avere un po’ di memoria. E guardate che basta poco. Siamo a settembre 2020.
L’allora ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, dice di avere l’autonomia in tasca. “Il nostro impegno sull’autonomia è assoluto – afferma -. Abbiamo dimostrato con i fatti di esserci e di essere credibili. La stella polare sono le parole del Presidente della Repubblica Mattarella, l’autonomia rafforza l’unità nazionale. Con il presidente Zaia è bastata una stretta di mano, lo scorso anno a Venezia, per garantire serietà reciproca, impegno e togliere dal nostro reciproco campo istituzionale la propaganda dei partiti che alimentavano lo scontro. Oggi al tavolo ci sono tutti, Regioni, Comuni e città metropolitane; abbiamo una commissione di esperti e accademici, tra gli altri lo stesso Roberto Maroni”.

Ma ministro Boccia, è lo stesso che aveva detto nel 2013 il 75% delle tasse a casa nostra? Quello che aveva promosso con Zaia il referendum sull’autonomia?

“Noi siamo sempre stati aperti al confronto – prosegue Boccia – , non abbiamo mai avuto pregiudizi ma un solo obiettivo: su sanità, tpl, scuola, assistenza vogliamo equità e stessi diritti garantiti al centro delle città come nelle periferie, nelle aree interne e di montagna come nelle aree metropolitane, al sud come al nord. Autonomia vuol dire aumentare le responsabilità amministrative per Regioni ed enti locali e dare risposte immediate a cittadini e imprese”.

Finito il governo Conte 2, del tavolone che ne è stato? E il lavoro degli esperti?

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