Rizzi: Vi pare normale? Cancellati per Covid 327mila lavoratori autonomi

di Monica Rizzi – Spostiamo per un momento doverosamente l’attenzione dai bollettini di guerra che leggiamo sul Covid, senza entrare nel merito, per osservare un altro bollettino di guerra sul quale però la politica non genera dibattito né propone soluzioni. Si chiama populismo…. Ma è realtà invece quello che di recente la Cgia di Mestre ci propone come effetto Covid. In 20 mesi, da inizio pandemia, secondo la Cgia di Mestre a pagare il conto più salato sono stati i lavoratori autonomi e le partite Iva, che dal febbraio 2020 (mese pre-Covid), al settembre 2021 (ultimo dato Istat disponibile), sono diminuiti di 327 mila unità (-6,3%).

Diversamente, i lavoratori dipendenti, anche se di poco, sono invece aumentati: sempre nello stesso arco temporale, lo stock complessivo degli impiegati e degli operai presenti in Italia è salito di 13 mila unita’ (+0,1%). Complessivamente, il gap occupazionale tra il febbraio 2020 e lo scorso mese di settembre rimane ancora negativo. Infatti lo stock degli occupati presenti nel Paese rispetto al dato pre-pandemia è più basso di 314 mila unità (-1,4 %). Il risultato positivo registrato dai lavoratori dipendenti è ascrivibile in ogni caso a un deciso aumento del numero dei lavoratori a tempo determinato; questi ultimi, tra febbraio 2020 e settembre di quest’anno, sono cresciuti di +108 mila unità; per contro, gli occupati a tempo indeterminato sono diminuiti di 95 mila.

Morale…. Tiriamo le conclusioni. Il reddito di cittadinanza non ha creato lavoro. Già lo sapevamo e infatti lo hanno rifinanziato. Sappiamo chi ringraziare. L’elemosina data ai lavoratori autonomi ha prodotto gli effetti sperati. Come fosse sparito un grande capoluogo italiano. La precarietà avanza. Chiamatelo rinascimento…. A proposito, in tre anni in quanti governi ha governato e governa l’ex partito del Nord?

 

Monica Rizzi – Responsabile organizzativo Grande Nord

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