Rizzi: Vergognoso aver bocciato la riduzione Iva dal 22 al 10% sulle spese veterinarie

di Monica Rizzi – Pet come beni di lusso. La politica a destra la pensa ancora così. Apprendo leggendo le cronache parlamentari rilanciate dalle associazioni, Lav in testa, che la manovra ha tagliato tutte le possibilità per rendere meno gravose le cure veterinarie dei nostri animali. In particolare, leggo che la Lav nel ricostruire i fatti pubblica che “l’emendamento al Disegno di Legge di Bilancio 2023 per la riduzione dell’IVA al 10% sulle spese veterinarie (emendamento 17.028. Brambilla (Gruppo Misto), Costa (M5S), De Monte (Azione), Loizzo (Lega), Evi (Alleanza Verdi e Sinistra), Dalla Chiesa (FI), Marrocco (FI), Gallo (Misto), Amich (FDI), è stato bocciato dalla Commissione bilancio della Camera nel corso della seduta di venerdì 16 dicembre”.

 

  Si legge che “era uno degli impegni del programma elettorale di Alleanza Verdi e Sinistra, Europa con Emma Bonino, Impegno Civico, Movimento 5 Stelle e Lega”. Invece pare da quanto si legge che sia “stato proprio uno dei tre relatori del Disegno di Legge di Bilancio, l’onorevole Silvana Comaroli della Lega, sostenuta dal Sottosegretario Federico Freni, anche lui della Lega, che ha espresso parere conforme a chiedere il ritiro dell’emendamento sbarrando così la strada a un provvedimento che avrebbe introdotto un fisco meno penalizzante per gli animali e per le loro famiglie”.

Se le cose stanno così, ricordiamolo nel segreto dell’urna. Diamo consenso a chi è amico degli animali e si prodiga nel tutelarne i diritti, oltre che capire la loro valenza sociale. Forse è però un salto culturale troppo grande per qualcuno? Monica Rizzi, responsabile organizzativo federale Grande Nord

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