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Rizzi: Prima vengono gli italiani, poi quelli di Busto Arsizio. Vero? Storia di Franco, morto di campagna elettorale

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di Monica Rizzi – Si può morire a Santo Stefano dentro un’auto che è la propria casa, ad un distributore di Busto Arsizio? La storia di Franco, raccontata dai giornali in queste ore di opulenza, abbondanza e ristoro familiare, dice che dietro i proclami, i post sui social, le comparsate televisive, non c’è nulla. L’auto di Franco, 66 anni, era la sola cosa rimasta. Lo hanno trovato col motore acceso e pochi euro in mano, tentava di fare benzina ma un malore ha avuto la peggio.

E’ la storia silenziosa di un Nord che nessuno vuol vedere, raccontare. Una macchina con un fermo amministrativo, due carte che attestavano lo stato di indigenza dell’uomo… Un fornelletto in auto per cucinare due cose. Lo spaccato della povertà nera che il reddito di cittadinanza non ha cancellato. Un territorio che non vede altro che la ripetizione di slogan. Il Nord non è ricco, non è tutto Pil e fabbrichette. E’ depressione economica e lavoro che non c’è più. Ed è colpevole distrazione, alla ricerca di un braccio di ferro tra chi vuole e non vuole gli immigrati, al punto che le due parti, destra e sinistra, dimenticano chi hanno davanti a casa. Sovranisti senza pietà, postcomunisti senza solidarietà. Ricordiamo così, Franco di Vizzola Ticino, morto per caso a Busto Arsizio: deceduto per troppa campagna elettorale.

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