Rizzi: Pensano al Ponte sullo Stretto e poi al Nord chiudono il viadotto sulla A 12 tra Sestri e Lavagna per i “bei” piloni

di Monica Rizzi – Pensano al Ponte sullo Stretto, alle opere faraoniche, alle “grandi opere” mentre c’è gran casino al Nord per la choccante notizia della chiusura ai Tir del viadotto sulla A12 tra Sestri Levante e Lavagna. Avete idea cosa vorrà dire come impatto sulla viabilità del territorio? Avete visto i piloni?

Autostrada A12, viadotto Valle Ragone a rischio: chiusura ai tir tra Lavagna e Sestri Levante

Le voci economiche e sociali sono sul piede di guerra. “Di fronte all’ennesimo gravissimo disagio relativo alla chiusura del tratto autostradale Sestri Levante Lavagna ai mezzi pesanti, che si aggiunge ai numerosi cantieri presenti sulla A26, A12, A10 ci sentiamo in dovere di porre l’accento sulla ormai insostenibile situazione lavorativa di coloro che sono costretti a percorrere strade e autostrade della nostra Regione”. Lo scrivono in una nota Marco Gallo (Filt Cgil), Mirko filippi (Fit Cisl) e Giovanni Ciaccio (Uiltrasporti). “I lavoratori del settore autotrasporto, i driver incaricati alla consegna dei pacchi in primis, ma anche i cittadini tutti, subiscono questi disagi quotidianamente – prosegue la nota – Le Segreterie esprimono viva preoccupazione per il rischio che i lavoratori dell’autotrasporto corrono ogni giorno. Passare un gran numero di ore, bloccati nel traffico, porta ad infrangere il rapporto tra ore di guida e ore di riposo, mettendo a rischio l’incolumita’ dei lavoratori e di tutti gli utenti della rete viaria. Inoltre quest’assurda situazione prolunga l’impossibilita’ per gli autisti di consumare un pasto caldo, prima a causa della pandemia, ora a causa dell’aumento dei tempi di percorrenza. Le scriventi Segreterie si riservano di indire iniziative nei confronti di Aspi”.

Ma più impressionanti sono le parole dei sindaci. Quelle dei politici mi interessano relativamente perché sono quelli che magnificano il ponte sullo Stretto e poi lasciano la Sicilia con una viabilità ottocentesca e il Nord, che dovrebbe vedere garantita la viabilità, anche nel Recovery, non ha nulla in dote. Per le infrastrutture infatti, passa la mano. O no? Intanto il viadotto ligure taglia in due la regione. E i collegamenti che gli girano attorno.

I sindaci di Sestri Levante e Lavagna hanno appreso “con preoccupazione” della chiusura per i mezzi pesanti superiori alle 3,5 tonnellate del tratto autostradale Sestri Levante – Lavagna, in entrambe le direzioni, che dovrebbe scattare questo pomeriggio. I sindaci hanno scritto ad Autostrade per l’Italia, Ministero delle infrastrutture e Regione Liguria “per conoscere le ragioni del divieto di circolazione per i mezzi pensati e la durata dello stesso”, chiedendo di minimizzarlo il piu’ possibile, anche “in considerazione del disagio che ne derivera’ per la viabilita’ ordinaria”.

“Come Comune di Sestri Levante abbiamo segnalato numerose volte ad Autostrade per l’Italia la necessita’ di controllo dell’area relativa al viadotto di Valle Ragone – ha detto il sindaco di Sestri Valentina Ghio -. Alla nostra ultima comunicazione del febbraio 2021, Autostrade rispondeva ribadendo l’effettuazione delle verifiche trimestrali di ordinanza. Mi chiedo come sia possibile che oggi, dopo le numerose segnalazioni, si renda necessaria questa misura cosi’ impattante, peraltro evidenziata solo a seguito dell’ispezione del ministero dopo che non sono state prese in considerazione le nostre segnalazioni precedenti”.

Per la società di gestione, invece, non esiste alcun problema… Leggere per credere.

Spiega Autostrade per l’Italia in una nota: “Sul viadotto Valle Ragone, in A12 tra Lavagna e Sestri Levante – si legge – è in corso di attivazione una limitazione al transito dei mezzi pesanti superiori a 3,5 tonnellate. La misura compensativa è stata definita di concerto con le strutture tecniche del Mims, a seguito dei sopralluoghi congiunti periodicamente programmati sulle infrastrutture della rete insieme alla Direzione di Tronco di Genova di Autostrade per l’Italia”. “Le verifiche tecniche – prosegue la nota – condotte sul viadotto, in linea con le linee guida del Consiglio Superiore dei lavori pubblici emanate ad aprile 2020, esaminate in occasione del sopralluogo, hanno confermato la piena stabilità dell’infrastruttura – già registrata dai controlli effettuati da società esterne specializzate di ingegneria – mentre è stata condivisa una carenza intrinseca del Valle Ragone rispetto ad alcune azioni previste dalla normativa attuale per la progettazione dei ponti di nuova costruzione che sono molto amplificate rispetto alle norme precedenti”.

“In attesa dell’avvio dei lavori di adeguamento dell’opera – conclude Aspi – dei quali la Direzione di Tronco di Genova ha già avviato la progettazione, è stata adottata, in accordo con il MIMS, la misura di limitazione al solo traffico pesante. Parallelamente, è stato individuato nel Politecnico di Torino, l’Istituto Universitario cui affidare la validazione di possibili innalzamenti del carico pesante transitabile, in merito alle soglie di carico massimo, da sottoporre e confermare con il MIMS nelle prossime ore. Il viadotto Valle Ragone, resta pienamente fruibile al transito dei veicoli leggeri”.

Ma i piloni sono lì da vedere. Belli come il sole.

Monica Rizzi – Segretario Organizzativo federale Grande Nord

 

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