Rizzi: Miglio oggi sarebbe con Grande Nord, non con l’esercito politico dei parassiti. Voto di ottobre grande occasione

di MONICA RIZZI – Il futuro del Paese abbia una cruna dell’ago obbligata. Quella della macroregione. Il grande professore Gianfranco Miglio, di cui il 10 corrono i 20 anni dalla sua scomparsa, si rivolta dopo le giravolte di chi ha sposato tutti i compromessi possibili per arrivare a governare. Oggi i partiti di governo sono solo degli algoritmi, dei fan, dei follower sui social. Fondamentali certo, ma non sono il cuore della democrazia che è il consenso reale, non il consenso attraverso la persuasione che ci ammalia con la tecnologia a portata di mano.

La deriva che stiamo vivendo è dunque figlia di una democrazia malata. A decidere se mandare o meno a processo qualcuno, è la rete. Non entro nel merito dei fatti di cronaca,  ma questo è sintomatico del grado di analfabetizzazione e di coloseizzazione della politica. Pollice verso o pollice su.  I social come moderno panem et circencens, si dà al popolo quello che chiede il popolo per conservare il consenso, per indirizzare il consenso. La storia non ha bisogno di essere reinventata. Ma, d’altra parte, vediamo anche che il popolo gli imperatori si scarica pure…

Da mezzo secolo si parla di Nord e Sud. Delle loro questioni. Abbiamo provato la devolution, abbiamo provato i decreti attuativi del federalismo fiscale. Abbiamo provato l’autonomia. Ogni volta è stato un salto nel vuoto drammatico. Un buco con il nulla attorno.

Le macroregioni sono il più grande obiettivo da centrare, come insegnava Miglio. Quale sarà il modo per arrivarci? Probabilmente passerà da quella cruna dell’ago che ho detto all’inizio. Perché per quanto si possa immaginare, la crisi morde e questo governo non è la risposta ai mali del Nord, del Centro e del Sud.

Non lo potrà essere, da solo, un governo dei territori esatta fotocopia di un centrodestra o di un centrosinistra che mandano avanti l’ordinaria amministrazione. Gli eventi ci daranno ragione, occorre essere preparati a cavalcare questa nuova frontiera del Nord, perché saranno gli altri a chiedere cosa vogliamo e con chi stiamo. Il voto amministrativo di ottobre ci aspetta.

Monica Rizzi, responsabile organizzativo federale Grande Nord

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