Rizzi: Matteo, non esulti per l’indulto ai tuoi “fratelli catalani”?

di Monica Rizzi – Ecco, ci siamo. La politica è fatta di inizio e di fine, di chiusure e di aperture. E anche di sofferenza in carcere, terminata finalmente per i 9 eroici catalani che hanno pagato con la reclusione le loro idee.

“Il governo ha preso la decisione” dell’indulto per i nove leader catalani indipendentisti in carcere “perché è la decisione migliore per la Catalogna e la decisione migliore per la Spagna”. A dirlo è stato ieri il premier spagnolo, Pedro Sanchez, in un breve intervento in tv dopo che il Consiglio dei ministri ha approvato l’indulto. “Speriamo di aprire una nuova era di dialogo e di costruire nuovi ponti”, ha dichiarato Sanchez.

Ma nessuno regala niente e infatti  l’indulto concesso dal governo spagnolo ai nove leader separatisti della Catalogna condannati al carcere in seguito al tentativo di secessione del 2017 è “parziale”, condona in altre parole solo la parte della pena di reclusione ancora da scontare.

Di più: le disposizioni mantengono attiva la proibizione ai condannati di ricoprire cariche pubbliche per il tempo restante della pena e impongono come condizione per la loro validità che gli interessati non commettano ulteriori reati gravi “per un periodo di tempo determinato”, ha aggiunto Sanchez.

Ma la libertà ha un prezzo e quindi la “democratica” Madrid ha deciso così. Questo però apre ad un capitolo nuovo di dialogo e di lotta politica. Nulla è più come prima ma nulla è immutabile. Certo, le idee non si cambiano, quando sono principi per i quali si combatte pagando con pene severe come per i 9 catalani. Chissà se Matteo si ricorda che i catalani un tempo erano anche “nostri fratelli”. O no?

 

Monica Rizzi Segretario organizzativo federale Grande Nord

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Mascherina, i tanti modi per (non) portarla

Articolo successivo

Focolaio variante Delta nella logistica tra Cremona, Piacenza e Lodi