Rizzi: Ma l’Anci che si lamenta per il caro bollette, protesta per l’autonomia negata? O per il residuo fiscale

di Monica Rizzi – Fa bene l’Anci a puntare i piedi e rimarcare che il governo centrale scarica l’onere degli aumenti e dei sacrifici sui Comuni e quindi direttamente sui servizi per i cittadini. La denuncia la fa il presidente Anci nonché sindaco di Bari, Antonio Decaro.

. “Senza una sostanziosa iniezione di nuovi fondi – dice alla Gazzetta del Mezzogiorno -, i Comuni saranno costretti a tagliare i servizi ai cittadini: inizieremo a spegnere i monumenti, ma è il meno. Infatti noi, oltre a illuminare le città, gestiamo la raccolta dei rifiuti, gestiamo il trasporto pubblico. Anche il riscaldamento delle scuole, che è una funzione statale, grava sulle casse comunali… Da qualche parte i soldi li dobbiamo prendere, ma non credo sia il momento di chiedere soldi ai nostri concittadini” sottolinea. “Solo per l’energia mancano 350 milioni, e parlo dei primi tre mesi dell’anno. Poi c’è il resto, ma è davvero difficile quantificarlo”.

Ma caro sindaco, non è da oggi che Roma taglia e incassa. E premia i comuni non virtuosi, magari.

La battaglia per l’autonomi e il federalismo fiscale dove è finita? Lei afferma che  “Sono diminuite le entrate fiscali e le spese per l’energia hanno avuto una netta impennata: per il primo trimestre del 2022 il Governo ha stanziato 200 milioni, cifra assolutamente insufficiente a coprire i costi sostenuto fino a marzo, figuriamoci cosa accadrà nei prossimi mesi. E adesso bisogna fare i conti con le notevoli risorse destinate al Welfare, dopo l’emergenza Covid, siamo alle prese con l’accoglienza dei profughi in fuga dalla guerra”.

 

Ecco, appunto. Per l’accoglienza profughi, lei ricorda, “Ci siamo accollati una serie di spese senza avere la minima idea sulle risorse sulle quali possiamo fare affidamento. Infatti, sono in prima linea i nostri servizi sociali, abbiamo dovuto assumere i mediatori culturali (a sostegno dei bimbi ucraini che vanno scuola e non parlano l’italiano) e facciamo la rendicontazione delle associazioni no-profit. E poi bisogna aggiungere il problema dei minori ucraini non accompagnati. Lo Stato ci dà un rimborso di 45 euro al giorno per ciascun bambino, ma in molte regioni questa cifra è la metà di quello che serve. In definitiva, con le spese destinate ad aumentare, rischiamo di dover tagliare i servizi ai cittadini”, “chiediamo di poter utilizzare nell’immediato gli avanzi di bilancio per la spesa corrente. Ci sono soldi che i Comuni hanno stanziato lo scorso anno, ma senza spenderli. Chiediamo che vengano resi disponibili subito, ma senza una norma dello Stato, sarebbe possibile solo a settembre, in fase di assestamento di bilancio. Inoltre, si potrebbe dare attuazione alla legge del 2019 che prevede che gli interessi sui mutui accesi anni fa dai Comuni per le opere pubbliche siano a carico dello Stato”.

Pensi, sindaco, come si potrebbe stare meglio se il residuo fiscale venisse restituito ai legittimi proprietari, i cittadini. E se tutti i Comuni riuscesero a incassare le tasse…

Monica Rizzi, Responsabile organizzativo federale Grande Nord

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