Rizzi: L’Italia è il paese che tassa anche i calciobalilla. Figuriamoci quando concederà l’autonomia vera

di Monica Rizzi – L’altro giorno il Corriere della Sera e la Nuova Padania hanno stigmatizzato l’ultima burofollia di Stato. Il fisco ha equiparato il biliardino, i flipper, il gioco delle freccette, il ping pong, ai videoppger. Ovvero un gioco d’azzardo. Credo sia l’unico paese al mondo in cui non si distingue il sano divertimento dalla speculazione. Anzi, dalla ludopatia.

A rischio ci sono oratori, stazioni balneari dove si passa il tempo in compagnia in modo sano, naturale, socializzando. Sembra una fake ma non lo è, purtroppo. Ora il Capogruppo di Forza Italia in Commissione agli Affari Sociali della Camera, Roberto Bagnasco, ha depositato un’interpellanza al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, riguardo appunto all’assurda equiparazione dei giochi come i calciobalilla, carambole, biliardi, flipper, freccette e dondolanti per bambini senza vincita, agli apparecchi come video-lottery e AWP o slot dei bar.

Tutto arriva dal fatto che l’Agenzia Dogane e Monopoli (ADM) ha imposto, con la circolare n. 14 del 26 aprile 2022, a qualsiasi tipo di gioco, anche gratuito, di essere certificato e quindi a dover pagare la tassa sugli intrattenimenti (Isi). Tuttavia, si legge nella nota, a causa delle lentezze burocratiche e dello scarso dialogo fra il Ministero e Adm, non si è ancora giunti ad adeguati chiarimenti sul discorso fiscale.

Avete capito? Tasse ovunque, anche sul nostro tempo libero. Ci manca solo la briscola o la scopa al bar e poi siamo al completo.

Nonostante le norme siano già entrate in vigore, non sono ancora state attivate le procedure e le piattaforme telematiche che consentono di attivare l’omologazione e quindi, di fatto, per gli esercenti non è possibile regolarizzare la loro posizione. Ciò ha portato alla chiusura di innumerevoli sale da gioco, nonché nell’irrogazione di rilevanti sanzioni pecuniarie. Vi immaginate vedere arrivare la Finanza che, anziché impiegare il proprio tempo per dare la caccia agli evasori, va a multare il parroco o il gestore di un bagno al mare?

“Al Governo – spiega Bagnasco – risulta essere sfuggito anche lo statuto sportivo di alcune delle discipline in questione e degli eSport, prossimi all’entrata nel novero delle discipline olimpioniche. Questi ultimi non possono e non devono essere in alcun modo confusi con i videogiochi tradizionali o con le scommesse. Il diritto alla fruibilità gratuita di apparecchi che permettono lo svolgimento di attività ludiche o sportive nelle sale da gioco o negli oratori viene pertanto messo a repentaglio da un sistema di omologazione fiscale poco chiaro e per ora inapplicabile”.

Condividiamo in pieno questa normale e ovvia interpretazione. Alla luce di questa realtà, potrà mai lo Stato italiano, con i suoi ministri che tengono i cordoni della borsa e che hanno come braccia operative le agenzie che regolano e controllano chi paga dazio, potremo mai appunto arrivare all’autonomia vera dei territori? Fatevi una domanda e datevi una risposta.

Monica Rizzi, Responsabile organizzativo federale Grande Nord

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