Rizzi: La denatalità si sconfigge se esiste il welfare familiare. Alle donne smettere di chiedere o i figli o il lavoro…

di Monica Rizzi – Periodicamente escono dati e proiezioni statistiche sulla denatalità in Italia. La questione non, e parlo da donna, madre e lavoratrice, non voler fare figli, ma è trovarsi nelle condizioni di non poter affrontare con certezza, con serenità la gravidanza e il dopo gravidanza quando si lavora.

Nidi, asili, tempi scolastici… Il sistema si regge sul welfare familiare, ovvero i nonni. Ma uno Stato non può essere fondato sul lavoro dei nonni. I territori soffrono la cronica carenza di servizi. E sono le donne a pagarne le conseguenze, a dover decidere al bivio dove andare, cosa fare, cosa scegliere. A cosa rinunciare.

L’altro giorno è uscita una nota dell’Aidda, l’Associazione imprenditrici e donne dirigenti d’azienda. La presidente Antonella Giachetti sintetizza bene così: “Nella vita delle donne il lavoro continua a essere un freno per la natalità, la natalità per il lavoro. Secondo una recente indagine condotta da Cisl insieme a BiblioLavoro in Lombardia su oltre 6 mila intervistate, iscritte al sindacato, il 20% ha dichiarato di rinunciare a fare figli per potersi dedicare alla carriera. La politica deve intervenire per indurre una trasformazione a questa continua condizione di sacrificio“.

La questione di fondo è proprio questa: viene posta come alternativa o fare figli o lavorare e capitalizzare una vita di studi, magari. 

“Lavoro e figli sono temi centrali che devono smettere di essere considerati un’alternativa uno dell’altro. Per il 94% delle intervistate conciliare la maternità con il percorso lavorativo è complesso. Oltre il 60% dice che gli impegni famigliari rallentano la carriera. E poi il divario salariale che persiste – aggiunge Giachetti – e la mancanza cronica di strutture di welfare capace di dare un supporto sociale: il 37,2% delle donne ascoltate nell’indagine ha dovuto rinunciare a una promozione per assistere un famigliare“.

Ma allora ci poniamo una domanda: come sono stati programmati i fondi del Pnrr per i nidi e le strutture di assistenza del welfare familiare?

Vogliamo andare a fondo? Possiamo, già in Lombardia, ripartire e diventare un modello? A febbraio io sono certa che sia possibile, decidendo bene cosa votare e come investire il proprio consenso proprio attraverso le donne in politica.

 

Monica Rizzi, Responsabile organizzativo federale Grande Nord

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