Rizzi: Il Nord imparerà la lezione della vittoria catalana?

di Monica Rizzi – Guardando i numeri, la forza politica più votata è il Partito dei socialisti di CATALOGNA (Psc) di Salvador Illa. Ma dalle elezioni di domenica in CATALOGNA, il fronte indipendentista esce rafforzato. Ha stravinto! La geografia politica non è più la stessa. I socialisti hanno conquistato 33 seggi e il 23% dei voti, il miglior risultato dal 2006, sottolinea El País che riporta i dati del voto con il 99,79% delle schede scrutinate. E anche Sinistra repubblicana di CATALOGNA (Erc) ha ottenuto 33 seggi e il 21,3% delle preferenze. Sono 32 poi i seggi conquistati da Uniti per la CATALOGNA (Junts per Catalunya, JxCat), con il 20% dei voti. Nove a Cup. Il partito Vox entra in Parlamento, ottiene 11 seggi, mentre sono sei quelli che vanno a Ciudadanos. Tre seggi al Partito popolare. En Comú Podem (Ecp), che comprende la sezione catalana di Podemos, conquista otto seggi.

Ma è il risultato degli indipendentisti che fa la differenza e apre a nuovi scenari. Rafforzano infatti la maggioranza parlamentare con 74 seggi. La maggioranza assoluta al parlamento catalano è di 68 seggi. “Illa vince e l’indipendentismo amplia la sua maggioranza in Parlamento”, titola La Vanguardia. “Voglio lanciare un messaggio a Pedro Sánchez: è ora di sedersi per risolvere il conflitto e votare con un referendum e liberare con la amnistia i prigionieri”, sono state le prime parole del candidato di Erc, Pere Aragonès, come ha riportato El Mundo.

E adesso? Ora si riparte, i giochi sono di nuovo aperti. Cosa accadrebbe se il Nord, se le forze politiche vincenti del Nord imparassero la lezione, unendo le forze per trattare con Roma anziché traccheggiare e accettare posti a Roma?

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