Rizzi (Grande Nord): Se magistratura vuole archiviare su Conte, a chi passa il cerino?

di Monica Rizzi – Occorre attenersi alla lettura ufficiale della nota della presidenza del Consiglio di ieri per capire tra le righe il futuro prossimo. Ecco il piccolo sforzo di lettura.

La presidenza del Consiglio rende noto che in merito ai procedimenti aperti in alcune procure italiane nei confronti del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dei ministri Alfonso Bonafede, Luigi Di Maio, Roberto Gualtieri, Lorenzo Guerini, Luciana Lamorgese e Roberto Speranza, il fascicolo è stato trasmesso dalla Procura di Roma al Tribunale dei ministri ed è stato dato avviso di garanzia alle parti. I ministri sopra citati, si legge nella nota di Palazzo Chigi, “hanno ricevuto una notifica riguardante un avviso ex art. 6, comma 2, legge cost. n. 1/1989 da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma. L’avviso riguarda la trasmissione al Collegio di cui all’art. 7 della citata legge cost. n. 1/1989 degli atti di un procedimento penale iscritto per i delitti di cui agli artt. 110, 438, 452 e 589, 323, 283, 294 c.p., che origina da varie denunce da parte di soggetti terzi provenienti da varie parti d’Italia”. I reati ipotizzati sono epidemia colposa, omicidio colposo, abuso d’ufficio, attentato contro la costituzione dello Stato e attentati contro i diritti politici dei cittadini. Sono ipotesi di reato nate a seguito degli esposti presentati da chi riteneva le misure del governo nella lotta alla pandemia troppo restrittive. “La trasmissione da parte della Procura al Collegio – prosegue la nota -, in base alle previsioni di legge, è un atto dovuto. Nel caso specifico tale trasmissione è stata accompagnata da una relazione nella quale l’Ufficio della Procura ‘ritiene le notizie di testo infondate e dunque da archiviare’. Il Presidente del Consiglio e i ministri si dichiarano sin d’ora disponibili a fornire ai magistrati ogni elemento utile a completare l’iter procedimentale, in uno spirito di massima collaborazione”, conclude Palazzo Chigi. Sulla valutazione dei fatti e degli eventuali reati si dovrà comunque pronunciare il Tribunale dei ministri che potrebbe anche disporre indagini al riguardo.

E allora la domanda è: che ne farà la procura delle altre decine e decine di esposti che sono stati presentanti da privati cittadini, associazioni, sulla gestione Covid? Indovinare non è un’arte certa, ma la curiosità a questo punto è lecita. Sarà un’estate calda.

Monica Rizzi – Segretario Organizzativo Grande Nord

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