Rizzi (Grande Nord): l’intesa per l’autonomia c’è dal 2018, poi qualcuno ha preferito i 4 milioni di voti del Sud

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di Monica Rizzi – “Sarebbe l’ora delle responsabilità e dei mea culpa, invece prendiamo atto che si continua sulle note della propaganda che hanno portato l’autonomia su un binario morto”. Sapete a quanto risalgono queste affermazioni e di chi sono? Che parla nell’ottobre 2019 è il deputato veneto del Pd Diego Zardini, membro della commissione bicamerale per gli Affari regionali. Fa riferimento ad un atto del 2018 sull’autonomia dimenticato dalla Salvini Premier e dal governatore veneto. E stigmatizza la scelta del presidente della Regione di “scaricare le proprie responsabilità su altri soggetti. Imparare dai propri errori è un umano segno di intelligenza. Constatiamo che in quegli stessi giorni in cui il ministro Boccia faceva ripartire la trattativa sull’autonomia, Zaia farfugliava in diretta social sull’inadempienza dei governi Gentiloni e Conte”. “Al presidente regionale ricordo che la pre intesa firmata con l’onorevole Gianclaudio Bressa, sottosegretario del governo Gentiloni – aggiunge -, è finora l’unico atto formale depositato e che avvia il processo di autonomia regionale.
Quella firma risale alle 12.30 del 28 febbraio 2018, a pochi giorni dalle elezioni che hanno portato all’uscita del governo Gentiloni e al successivo insediamento del primo governo Conte”.

“Visto che oggi la trattativa riparte, è palese quanto sia stata responsabilità della Lega e di Salvini nel bloccare l’intesa per non perdere 4 milioni di voti nel Mezzogiorno – conclude -. Ora, ci aspetteremmo dal presidente del Veneto un comportamento maturo, da adulto, di chi sa di avere un’opportunità davvero grande e altrettanta responsabilità”.

Io direi che non c’è niente in più da aggiungere.

Monica Rizzi – Segretario Organizzativo federale Grande Nord

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