Rizzi: Crisi del grano, ne parlano o fanno solo propaganda pre elettorale con la maglia dello scudetto?

di Monica Rizzi – Nella notte dello scudetto milanista abbiamo visto scene incredibili. Tolta la felpa di Roma qualcuno è sceso in piazza con l’auto, presumo della sicurezza, per farsi vedere con la maglia della squadra vincente a tifare e saltare come ai bei tempi con i tifosi. Qualcuno ha anche gridato “Vai a lavorare”. Non c’è bisogno di commentare. Intanto, scusate se è poco, siamo in piena emergenza alimentare. Fanno finta di nulla, che non ci sia, ma la realtà è un’altra.

Ora apprendiamo che qualche paese più serio, ci sta pensando. La Gran Bretagna, ad esempio, si sta coordinando con i suoi alleati su un potenziale piano per inviare navi da guerra al porto di Odessa nel Mar Nero per fornire una scorta protettiva alle navi che esportano grano ucraino. Il ministro degli Esteri lituano Gabrielius Landsbergis ha discusso della creazione di un tale “corridoio di protezione” con la ministra degli Esteri Liz Truss. Lo riportano i media britannici. Sarebbe bello che qualche “putiniano di ferro” in Italia commentasse anche questa notizia.

“Abbiamo registrato casi di furto del grano ucraino da parte di russi nei territori occupati, soprattutto nelle regioni di Kherson e Zaporizhzhia, grano che è stato caricato sui camion e portato in Crimea, da dove hanno cercato di venderlo come grano russo proveniente dalla Crimea, ma tutti i trader e le organizzazioni mondiali sanno benissimo che in Crimea non c’è GRANO sufficiente per essere esportato, sanno benissimo che è GRANO rubato. Ad oggi gli occupanti ci hanno portato via già 400mila tonnellate di GRANO, calcolando che una tonnellata costa 300 dollari, la cifra ottenuta dagli occupanti è decisamente cospicua”. Così Mykola Horbachov, presidente dell’associazione ucraina del grano, intervistato dall’AdnKronos.

Attendiamo politici seri…

 

Monica Rizzi, responsabile organizzativo federale Grande Nord

 

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