Rizzi: Che fine ha fatto la macroregione alpina e il referendum per la macroregione del… Sud?

di Monica Rizzi – Che fine ha fatto l’idea di una macroregione alpina? Alzi la mano chi ha visto o sentito qualche governatore del Nord alzare questa bandiera. Ma andiamo oltre, oltre il referendum farlocco del 2017. All’autonomia differenziata del Nord non si contrappone lo scontro territoriale. Ne erano convinti i promotori del referendum per la costituzione della macroregione del Sud che avevano ottenuto il via libera, dopo la raccolta di firme, agli otto quesiti da sottoporre a consultazione popolare territoriale; due anni fa era stata presentata infatti alla direzione attivita’ legislative del Consiglio Regionale la proposta di delibera per l’indizione del referendum. Il Consiglio doveva fissare la data. Che ne è stato? “Puntiamo a ottenere autonomia con identita’, in una logica di Sud unito – spiegava l’ex presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, tra i principali promotori del referendum – significa che le regioni sanno gestire il proprio ruolo in un ambito di responsabilita’ ma in assoluta equita’. Il Sud deve pretendere quello che manca”.( riportava l’AGI, ndr).

Tra i quesiti proposti anche quello che riguardava specificatamente la costituzione di una macroregione che comprendesse Campania, Calabria, Molise, Basilicata, Puglia, Sicilia e Abruzzo. “E’ gia’ previsto dalla
Costituzione che le Regioni possano costituire dei processi macro sui grandi temi, come ambiente, trasporti e sanita’. E questa e’ una via moderna rispetto alla politica dello scontro”, spiegavaCaldoro.

Per il presidente del comitato promotore della macroregione del Sud, Alessandro Sansoni, troppi hanno sostenuto che “fermare l’autonomia differenziata fosse un modo per proteggere il Sud e le sue prerogative”. “Il Sud ha invece bisogno di avviare un processo di autonomia – spiegava Sansoni – sulla base delle proprie esigenze. E questo processo ci pone all’avanguardia, perche’ la macroregionalizzazione e’ gia’ l’indirizzo dell’Unione Europea”.

Che cosa è accaduto del progetto? Qualcuno batta un colpo.

Monica Rizzi, Responsabile organizzativo federale Grande Nord

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