Rizzi: Caro Zaia, tutto il rating del Nord è da A, come si diceva senza timori nel 2013… E oggi?

di Monica Rizzi –  Forse vale la pena tornare sulla vicenda del rating veneto, che è indicativo per tutto il Nord.

Afferma il governatore Zaia: “Sulla piazza finanziaria il Veneto vale ‘BBB’, questo e’ il giudizio dell’agenzia di rating Fitch, che conferma lo stato di buona salute dei conti della regione. La pagella del Veneto e’ sicuramente positiva, ma potrebbe esserlo ancora di piu’. Se non vigesse la regola che il rating di una regione non puo’ essere migliore di quello dello Stato di appartenenza, infatti, il nostro sarebbe A+, al pari delle altre grandi regioni evolute del mondo perche’ e’ tra queste, pur non godendo ancora della tanto attesa autonomia”.

Ma è il 27 maggio 2013 quando lo stesso presidente fissa i paletti del suo ragionamento.

”Se il rating delle Regioni non fosse agganciato a quello degli Stati a cui appartengono, il Veneto avrebbe quello della Svizzera o della Baviera, nonostante la crisi. Purtroppo, invece, non e’ cosi’: al pari dello Stato, e in conseguenza di cio’, il Veneto viene declassato da Fitch. E’ un trattamento che la nostra economia non merita, cosi’ come non lo merita la virtuosita’ dei conti della nostra pubblica amministrazione che, se applicati in tutta Italia, produrrebbero un risparmio di 30 miliardi di euro”. Lo sottolineava il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, commentando alcune notizie apparse sui circuiti informativi internazionali riguardo al declassamento annunciato  in quel periodo dall’Agenzia Fitch. ”E’ la stessa Agenzia, per la prima volta nella storia recente – aggiunge Zaia – a spiegare con chiarezza nella nota che accompagna la decisione assunta, che ben altra sorte avrebbe il Veneto se non pagasse i costi indiretti del debito sovrano dello Stato italiano considerando che, come recenti report testimoniano, l’economia dei nostri territori e’ in crisi ma e’ ancora vitale e i conti pubblici sono in ordine, a cominciare da quelli della sanita’. Un caso piu’ unico che raro nel Paese degli sprechi e della malasanita”’.

”Se si leggesse con attenzione la nota emessa da Fitch – incalza Zaia – si evincerebbe come la stessa Agenzia affermi che il rating del Veneto e’ ”compresso’ da quello dello Stato e che ”le prospettive potrebbero tornare stabili se venissero stabilizzate quelle della Repubblica’. Siamo insomma legati a filo doppio ai debiti degli spreconi ma ben altra sorte avremmo se ci fosse riconosciuta autonomia fiscale e finanziaria”.

”Nell’analisi di Fitch – prosegue Zaia – c’e’ una significativa convergenza con quanto sostiene il presidente di Confindustria Squinzi: il Nord e’ affossato e senza riforme urgenti e radicali le aree piu’ produttive e vitali del Paese rischiano il collasso. Fitch inoltre – osserva Zaia – ribadisce quanto gia’ evidenziato dalla Corte dei Conti quando ha analizzato il nostro bilancio. E cioe’ che possediamo una soddisfacente capacita’ di rimborso dei prestiti e riusciamo a tenere sotto controllo la spesa sanitaria nonostante i continui tagli orizzontali che si sono susseguiti”.

”Qualunque Agenzia di rating – conclude Zaia – non puo’ peraltro far passare inosservato l’assurdo effetto del Patto di Stabilita’, a causa del quale abbiamo 1 miliardo 380 milioni di euro in cassa senza poterli spendere e, se vogliamo finanziarci, dobbiamo rivolgersi ad uno Stato-Banca che, bonta’ sua, i nostri soldi, quelli di tutti i veneti, ce li presta facendosi pagare gli interessi”.

Oggi questi di questo si parla ancora con la stessa disinvoltura? E la questione settentrionale è ancora questione politica o tutto è annacquato nel salvinismo demolitivo del Nord?

 

Monica Rizzi, Responsabile organizzativo Grande Nord

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