Rizzi: Capitani poco coraggiosi “avvelenano” i pozzi della società con una nuova comunicazione

di Monica Rizzi – Per spiegare la comunicazione dell’era Salvini occorre uno psicologo della comunicazione o chi ne analizza i retroscena. Tempo fa il Sole 24 Ore aveva dedicato con un’analisi di Vittorio Pelligra, un pezzo sulla strategia specialmente di un evento a Roma l’8 dicembre con Matteo Salvini. Ce li ricordiamo tutti i manifesti di Umberto Bossi, la Lega sempre in contrapposizione rispetto a qualcosa. Ma in positivo. Non con la mafia. Non con l’assistenzialismo. Non con Roma. Non con i fascisti. Non con il Sud. Piuttosto tutti con il Nord, a casa nostra, padroni del nostro destino in Europa.

Ora è tutto il contrario. Aver inaugurato la pubblicità negativa, “Lui non ci sarà-Lei non ci sarà”, costruisce un profilo caricaturale, grottesco, negativo, quasi sporco, del nemico politico, culturale, sociale. Mi verrebbe da dire che segna una demarcazione tra puro e impuro, tra razza pura e razza impura. Ma è solo forse una mia impressione.

Prima di spiegare in che tempi saranno garantite le promesse elettorali, la Lega nazionale fa manifesti contro chi non sarà con lei a Roma. I modelli negativi, i cattivi maestri. Quelli che sono nemici della Lega, quelli che “non sono come noi”.

L’ìdentità di Salvini non è una vera e propria identità. E’ una identificazione in qualcosa di “superiore” rispetto all'”inferiore”, in cui l’inferiore è l’uomo del popolo fino ad oggi calpestato dai cattivi che non sono in manifestazione, ma che finalmente ha il principe sul cavallo bianco che lo viene a salvare. E risale finalmente gli inferi.

Con i vaccini è la stessa cosa. Si corre dietro l’umore della gente, non perché si creda ad un fronte piuttosto che ad un altro.

Quota 100 non è fattibile? Colpa dei cattivi. Non hanno permesso alla Lega di farla. La flat tax non si può fare? Colpa di Bruxelles che ci ha bocciato la manovra. “Alle Europee dateci più forza per mandare a casa i tecnocrati”… E via dicendo.

Non è stato fatto nulla. Ma il nulla non sono loro, bensì gli altri.

Prima c’erano gli immigrati, la sinistra, adesso c’è la classe politica opposta. Avvelenato il primo pozzo, Salvini passa al secondo. Non è un caso se il Censis ha parlato anche di una società spaventata e incattivita.

Per forza. Si vince demonizzando, si spiazza l’avversario invadendone il campo da bracconiere politico (il ministro dell’Interno incontra 10 sigle imprenditoriali il giorno prima del vertice al ministero dello Sviluppo economico con 30 sigle al tavolo… ndr). Quelli che osteggiano la Lega sono contro il popolo… Un pozzo avvelenato dietro l’altro. Dove tutto è ossessione del male, impersonato dall’altro. Sempre più diverso, tanto che nella tua comunità, “lui non c’è”.

L’odio nazionale spacciato per liberazione da quelli del male, è propaganda. Di gran livello.

Monica Rizzi Responsabile organizzativo federale Grande Nord

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Sala cerca un sindaco donna, però intanto vuole restare lui a Palazzo Marino

Articolo successivo

Verso Green Pass per ristoranti al chiuso, Draghi pensa a irrigidire le misure