Rizzi, benessere animale: Diventi reato vendere animali in negozio, basta sfruttamento. Veterinario gratis per chi adotta in canile

di Monica Rizzi – Non giriamoci troppo attorno. Nei negozi arrivano camionate di cuccioli di dubbia provenienza. Con pedeegree tarocchi, quando ci sono, e con libretti sanitari che certificano impossibili età dei piccoli spacciati per già svezzati. La cronaca, le inchieste, i media, tuttavia, non fermano le truffe. Il mercato della domanda trova una ricca offerta.

Siamo il paese peraltro dove è ancora lecito tenere in alcune regioni i cani a catena. Ci meravigliamo?

Oggi abbiamo anche lo spunto da due nuove disposizioni. La prima arriva dalla Francia, con l’inasprimento di pene contro chi maltratta, e lo stop al traffico di cuccioli che passa per negozi senza scrupolo. Dall’altra c’è la recente norma della Regione Umbria che introduce la gratuità del veterinario per chi adotta un cane in canile. A prescindere da quanto verrà erogato, è un principio di civiltà ed equità, perché gli animali non sono un lusso.

Questo peraltro doveva anche essere la prosecuzione naturale, l’evoluzione della mia legge regionale per contrastare il randagismo, la n. 16 del 20 luglio 2006. La Lombardia che fa, dorme?

Ma torniamo alla Francia.  Basterebbe copiare, come ci hanno insegnato a scuola studiando i grandi classici. In questo caso occorrerebbe alzarsi in piedi e, nei vesti di legislatori, introdurre alcune norme che la Francia ha di recente messo a segno. Eccole.

  • Divieto di vendita di cani e gatti nei negozi di animali a partire dal 1 gennaio 2024 e divieto di presentazione di animali nelle vetrine dei negozi
  • Verifica nella vendita di animali online
  •  Istituzione di un certificato di conoscenza prima dell’acquisizione di un animale domestico. Possiamo dire qui però di aver anticipato la Francia. Abbiamo già il patentino che, come tutte le buone norme, viene dimenticato. Sindaci e veterinaria pubblica e privata, l’Ordine dei veterinari, il sindacato dei veterinari, abbiano la volontà di renderlo possibile per tutti, è gratuito
  • Maggiori pene per il maltrattamento, per l’abbandono sanzioni fino a 75mila euro e 5 anni di carcere
  • Basta animali nei circhi
  • Stop ai delfinari
  • Stop all’allevamento di visoni e animali da pelliccia

Grande Nord, primo movimento pet friendly per statuto, condivide e rilancia. E’ questione di civiltà. Diritti a chi non ha voce, subito. Gli animali non sono oggetti, sono pezzi di welfare, non sono un lusso. Sono compagni di vita indispensabili.

Monica Rizzi, Responsabile organizzativo federale Grande Nord

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